Cologno, il giornalista Paolo Berizzi finisce nel mirino dei gruppi neofascisti

Dopo la comparsa della scritta "Berizzi maiale", la Rete Antifascista lancia un appello alle istituzioni cittadine

Il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi è finito nuovamente nel mirino di gruppi neofascisti. Questa volta l’episodio si è consumato in Martesana, più precisamente a Cologno Monzese, dove negli scorsi giorni è comparsa su un muro la scritta “Berizzi maiale”. A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato lo stesso giornalista di Repubblica attraverso le proprie pagine social.

«A Cologno Monzese i fascisti oggi mi hanno dato il buongiorno così – ha scritto Berizzi condividendo la foto del murales -. Sempre di notte. Sempre da vigliacchi. Non mi fate paura e non fermate il mio lavoro».

Il fascismo a Cologno Monzese

Minacce di morte e insulti non sono certo una novità per Paolo Berizzi, che ha dedicato buona parte della propria carriera giornalistica proprio allo studio delle galassie neofasciste e neonaziste, tanto che oggi – a seguito delle numerose minacce ricevute – è costretto a vivere sotto scorta.

Gli insulti apparsi negli scorsi giorni a Cologno potrebbero essere interpretati come una risposta a un articolo pubblicato da Berizzi su Repubblica lo scorso agosto. Nell’articolo in questione, il giornalista denunciava la presenza di un candidato apertamente fascista fra le liste di Fratelli d’Italia. Si tratta di Salvatore Giuliano, che nelle ultime elezioni è stato eletto consigliere comunale di maggioranza.

Sempre negli scorsi mesi, la città di Cologno era finita su tutti i quotidiani nazionali per un altro episodio riconducibile al fascismo. L’allora Vice Sindaco Gianfranca Tesauro, anch’essa iscritta a Fratelli d’Italia, aveva sfoggiato su Facebook una mascherina nera con la scritta “boia chi molla”.

Chi ha firmato la scritta?

A ricostruire la possibile identità degli autori del gesto sono stati i membri della Rete Antifascista di Cologno, che hanno associato la sigla MC19 a Malnatt Cologno 2019, un gruppo organizzato di tifosi del Cologno Calcio.

«Quella di tifoserie organizzate legate in modo più o meno diretto a gruppi neofascisti è una storia lunga, di cui ci sono numerosi esempi nel passato e nel presente – si legge sul sito della Rete Antifascista di Cologno -. Il timore che abbiamo è che anche a Cologno la tifoseria organizzata possa diventare brodo di coltura per gruppi neofascisti che già sono presenti – ahinoi – in città vicine alla nostra. Cologno e la nostra squadra di calcio di certo non meritano il supporto e la presenza di questo tipo di personaggi. Rimarremo vigili su questa questione».

L’associazione antifascista cittadina ha lanciato un appello al Sindaco Angelo Rocchi e a tutto l’arco politico di Cologno, affinché si possa esprimere unanime solidarietà al giornalista Paolo Berizzi.

«Conoscere e non sottovalutare l’esistenza di organizzazioni che agiscono al di fuori del dettato costituzionale è una necessità sempre più stringente. Quella scritta infamante su un muro è lì a dimostrarlo».