Lago Gabbana, la vicenda raggiunge le stanze di Regione Lombardia

Mercoledì 9 settembre si è svolta un'audizione in commissione ambiente con due rappresentanti del comitato di cittadini

La questione relativa all’interramento del Lago Gabbana continua a far discutere, tanto da superare i confini della Martesana e arrivare direttamente nelle stanze di Regione Lombardia. Mercoledì 9 settembre, infatti, si è svolta in commissione ambiente un’audizione con due rappresentanti del comitato Salviamo il Lago Gabbana: la presidente Alessia Cappellini e la geologa Dott.ssa Jasmine La Morgia.

L’audizione

Durante l’incontro – a cui il Comune di Vimodrone, seppur invitato, non è riuscito a partecipare – i membri del comitato hanno espresso tutti i propri dubbi relativi all’intervento di interramento del Lago. In particolare, come già emerso negli scorsi mesi, è stata criticata la mancanza di trasparenza del Comune e sono state sollevate perplessità su questioni come l’inquinamento atmosferico, la viabilità e i rischi di contaminazione delle falde acquifere.

«Nel complesso è stato un momento positivo», ha spiegato la presidente del comitato Alessia Cappellini, raggiunta telefonicamente dalla redazione di fuoridalcomune. «Portando la questione in commissione ambiente, abbiamo reso consapevoli alcuni consiglieri regionali di ciò che sta succedendo e gli abbiamo permesso di prendere coscienza della questione».

I membri della commissione ambiente hanno spiegato che Regione Lombardia non ha alcuna possibilità di intervenire sull’opera di interramento del lago. Questo, tuttavia, non ha impedito di intavolare una discussione relativa alle problematiche sollevate dal comitato, che ha ricevuto il sostegno – seppur solo a parole – di alcuni membri della commissione.

«Esplicitamente abbiamo incassato il supporto dei consiglieri di Lega e Forza Italia», ha proseguito Cappellini. «Ma ci ha fatto molto piacere anche l’intervento di Carlo Borghetti (Partito Democratico), che ha capito che non si tratta di una questione politica, ma ambientale, che riguarda tutti e comporta problematiche serie».

Ipotesi tavolo di lavoro

Fra le varie soluzioni messe in campo la principale resta l’istituzione di un tavolo di lavoro, che riunisca il Comune di Vimodrone, la proprietà e alcuni rappresentanti del comitato. Nel mese di giugno, infatti, il Sindaco Dario Veneroni aveva annunciato la volontà di organizzare momenti di confronto con cittadini e associazioni. Nei piani originali, gli incontri avrebbero dovuto svolgersi fra giugno e ottobre, ma «ad oggi – assicurano dal comitato – non siamo mai stati convocati». Il ritardo nell’organizzazione dei tavoli di lavoro, però, non è l’unico aspetto messo sotto accusa.

«Noi siamo contenti che si organizzi questo tavolo per riconoscere i problemi che abbiamo sollevato – ha spiegato Cappellini -, ma dal nostro punto di vista si tratta di azioni palliative e tardive, che non contribuiscono a risolvere la situazione». Prima di accettare l’invito al tavolo di lavoro, dunque, il comitato chiederà al Comune una serie di garanzie, prima fra tutte «la partecipazione di Bene Comune, il gruppo di cui fa parte la nostra geologa Jasmine La Morgia, che nonostante sia un comitato accreditato al PLIS e porti competenze tecniche, è stato escluso dal tavolo. Questo è un fatto grave».

Per quanto riguarda l’attività del comitato Salviamo il Lago Gabbana, la presidente assicura che presto si tornerà a fare sul serio. «Sicuramente la situazione di emergenza dovuta al Covid ci ha bloccato – ha spiegato –. A febbraio stavamo organizzando assemblee e raccogliendo firme, ma ci siamo dovuti fermare. Adesso vorremmo riprendere a fare alcune iniziative».