La Perugia-Assisi si trasforma in catena umana: da Pioltello l’invito a partecipare

Le normative anti-Covid non rendono possibile la marcia. I pacifisti puntano a una catena umana lunga 25 Km

immagine di repertorio (pre-covid)

Venticinque chilometri. Questa la distanza che divide Perugia da Assisi. Sulla strada di collegamento ogni due anni si svolge la Marcia per la Pace, manifestazione ideata da Aldo Capitini e che dal 1961 aggrega tutti i pacifisti italiani. L’edizione 2020, però, è messa a dura prova dalla pandemia in corso e dalle misure imposte per combattere la diffusione del Covid-19.

Una catena umana di 25 Km

Così gli organizzatori hanno pensato ad un modo alternativo di manifestare e testimoniare la loro contrarietà a tutte le guerre. Invece di marciare, le persone si disporranno lungo la strada che collega le due città umbre, a due metri di distanza, unite da un filo. Una sfida complessa che richiede una partecipazione importante, ma nella quale gli organizzatori credono molto «Domenica 11 ottobre – hanno scritto – ti diamo appuntamento lungo la strada che porta da Perugia ad Assisi per riannodare i fili dell’impegno sociale e civile, della solidarietà e della giustizia, per i diritti umani e per la pace».

Anche dalla Martesana diverse persone ogni due anni partono alla volta dell’Umbria per partecipare alla marcia della pace. Tra i gruppi più attivi c’è sicuramente la Rete per la pace di Pioltello che ha già lanciato un appello alla partecipazione «Non organizzeremo un pullman per andare insieme, lo faremo in tempi migliori – ha scritto – Ognuno dovrà organizzarsi in modo autonomo ma invitiamo tutti ad aderire e con chi sarà presente ci ritroveremo lungo la strada».

Rete per la pace di Pioltello

La Rete per la pace di Pioltello è attiva da anni sul territorio, organizzando incontri e partecipando a diverse iniziative di carattere sovracomunale. Basti ricordare l’adesione all’iniziativa “Vuoi la pace? Pdedala!”, la pedalata organizzata ogni due anni dalla rete “La Pace in Comune” per promuovere la cultura del disarmo e convegni con ospiti che hanno portato testimonianze importanti, come quello con Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani a cui Pioltello ha dedicato un parco.