Cernusco: una targa per Abba, ucciso dal razzismo dodici anni fa

Martesana antifascista ha lanciato una petizione online per chiedere al comune di affiggere una targa commemorativa in onore del ragazzo vittima del razzismo

Una storia di razzismo vecchia di 12 anni, ma ancora oggi attuale, visto il più recente episodio avvenuto a Colleferro, dove Willy Monteiro è stato ucciso solo per il colore della sua pelle. Abdul William Guiebre, detto Abba, un ragazzo di appena 19 anni originario del Burkina Faso, residente a Cernusco sul Naviglio, proprio il 14 settembre del 2008, esattamente 12 anni fa, veniva inseguito per strada, insultato per il colore della sua pelle e infine ucciso a sprangate dai gestori di un bar in via Zuretti a Milano, che lo accusavano di aver rubato dei biscotti.

Una targa commemorativa a Cernusco 

Proprio in questi giorni la rete di Martesana Antifascista, ha lanciato una petizione su change.org, per chiedere al Sindaco e al Comune di Cernusco sul Naviglio, l’affissione di una targa in memoria di Abba. Con la petizione viene anche chiesto il permesso, già richiesto due anni fa da un gruppo di writer e mai accordato, per la realizzazione di un murales sul muro periferico di fronte alle gescal dove Abba viveva con la sua famiglia. «Chiediamo – si legge nel testo della petizione – come sia possibile che nella bella Cernusco, sempre attenta ad argomenti sensibili non si sia dato il giusto valore a questo argomento, anch’esso come il Comune di Milano, dando il nome del parco ad Abba, situato tra via don Milani, via don Sturzo e via don Mazzolari. Chiediamo che sia dato il nome al parco con una targa commemorativa ad Abba vittima di razzismo».

La targa a Milano

Proprio nella città meneghina, in questi giorni, il Sindaco Beppe Sala ha espresso la volontà di apporre sulla facciata del condominio di via Zuretti 51 una targa commemorativa, proposta a cui il Presidente del Municipio 2 Samuele Piscina si è opposto perché a suo parere si tratta di una «vicenda di cronaca nera molto controversa e divisiva» e che potrebbe «creare polemica e divisione nel quartiere».