Cassina, l’incertezza sulla riapertura delle scuole fa scattare la protesta

Fra ipotesi di smembramento delle classi e mancanza di comunicazione, cresce il malumore dei genitori

Uno degli striscioni comparsi in paese per denunciare la situazione relativa alla riapertura delle scuole

A Cassina de’ Pecchi le scuole si apprestano a riaprire in un clima infuocato. Fra ipotesi di smembramento delle classi, annullamento di alcuni servizi e comunicazioni tardive, l’insoddisfazione dei genitori cresce di settimana in settimana. Da qualche giorno, l’indignazione ha dato vita a una vera e propria protesta, con decine di genitori che hanno riversato il proprio malumore su balconi e bacheche Facebook.

«Adesso basta»

Le proteste dei genitori sono state innescate durante l’ultimo Consiglio d’Istituto, quando un’insegnante ha proposto di smembrare le classi seconde e terze attraverso un criterio piuttosto discutibile: dividendo chi ha scelto di frequentare l’ora di religione da chi ha scelto attività alternative. L’ipotesi, subito scartata dalla Dirigente Prof.ssa Giuseppina Lara Santangelo, ha scatenato l’ira di molti genitori, che hanno bollato l’idea come un tentativo di creare “classi ghetto“.

Ma i malumori sulla ripartenza delle scuole non si fermano qui. Da settimane i genitori lamentano una comunicazione «tardiva e approssimativa» e una più generale disorganizzazione, che avrebbe portato, per esempio, all’annullamento dei servizi di pre e post scuola.

«L’insoddisfazione è alta», hanno fatto sapere, a margine di una riunione, i membri del Comitato Genitori in Gioco dell’Ics di Cassina. «Le risposte che mancano sono troppe. Le risposte che ci sono, sono state comunicate tardi e in modo approssimativo».

«Il 23 luglio le Istituzioni – Scuola e Amministrazione – ci hanno chiesto di fidarci di loro, perché il 2 settembre avremmo avuto tutte le risposte, e così non è stato», hanno proseguito. «Comprendiamo le grandi difficoltà ma siamo circondati da comuni dove le scuole sono pronte da tempo e hanno comunicato alle famiglie».

Un’altra questione contestata è proprio la mancanza di comunicazione fra genitori e istituzioni locali. Da qualche settimana, infatti, le circolari non vengono più inoltrate ai rappresentanti di classe.

«Ci sentiamo di dover esprimere tutto il nostro rammarico per questo cambio di direzione improvviso delle modalità comunicative su un tema così importante, che, ancora una volta, palesa la scarsa considerazione delle famiglie», hanno fatto sapere dal Comitato Genitori tramite una nota. «Siamo convinti che tutte le famiglie vadano considerate parte integrante della comunità scolastica e ci auspichiamo che vengano maggiormente coinvolte e interpellate dall’Istituzione scolastica, perché soltanto attraverso il confronto tra tutte le componenti sarà possibile garantire il diritto alla salute e all’istruzione».