Cassina, ripartenza scuola: mancano gli spazi

Tra le proposte attività esterne alla scuola con la collaborazione delle associazioni

Garantire il tempo scuola. E’ questo il principale problema che in tutta Italia scuole e Amministrazioni si trovano ad affrontare in vista del ritorno degli alunni tra i banchi a settembre. Il problema è dovuto alle nuove disposizioni ministeriali per garantire la sicurezza necessaria e limitare al minimo la possibilità di contagio da Covid-19. A Cassina de’ Pecchi, sia per la scuola primaria che per la secondaria, ci sono problemi e il 15 luglio si è svolto un tavolo di lavoro per affrontare il tema.

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Una situazione critica, infatti, si presenta sia nella scuola primaria, dove 14 classi supererebbero il numero massimo di 21 alunni previsti, sia per le medie, dove tutte le classi eccederebbero il numero massimo di 18 alunni.

Riduzione dell’orario o scuola diffusa

Una soluzione potrebbe essere quello di ridurre il tempo scuola. Il tema, come riportato dal verbale, è stato portato al tavolo di lavoro dalla Dirigente scolastica per quanto riguarda le elementari. L’ipotesi sarebbe di sdoppiare le classi con un numero di alunni maggiore a 21 e far ruotare nei locali i nuovi gruppi. Questo porterebbe il tempo scuola settimanale dalle solite 40 a 30 ore. Un’ipotesi che potrebbe creare non pochi problemi alle famiglie. Motivo per il quale il comitato genitori ha chiesto quantomeno di contattare le famiglie per verificare se qualcuna sceglierebbe volontariamente questa formula. La consigliera Laura Vecchi – ex assessore all’Istruzione e presente al tavolo in rappresentanza delle forze politiche di opposizione – si è spinta oltre chiedendo di coinvolgere le associazioni di Cassina per garantire attività agli studenti anche al di fuori della scuola, riprendendo il progetto “Scuola aperta”, proposto 3 anni fa, dunque in una situazione di normalità, ma bocciato dal collegio docenti, che prevedeva una scuola diffusa sul territorio.

Per le opposizioni si è perso tempo

Ma le forze politiche di opposizione rimproverano all’Amministrazione comunale di essersi mossa in ritardo sul tema della ripartenza della scuola. «La preoccupazione è tanta, le soluzioni si troveranno nell’interesse di tutti e noi, per quanto ci sarà concesso, collaboreremo; tuttavia avremmo voluto un’Amministrazione al lavoro almeno da quando glielo abbiamo suggerito, il 4 maggio!  – ha dichiarato Progetto Cassina Domani – La giunta ha aspettato il DM 39 , che comunque è quasi di un mese fa, 26 giugno, ma annunciato dalle bozze da molto tempo, infatti le Amministrazioni lungimiranti al 26 giugno erano pronte! Serve tempestività – ha sottolineato gli esponenti del centrosinistra – e capacità di trovare soluzioni innovative, la scuola sembra esserci, i genitori e i tecnici anche, e la Giunta?». Anche il Comitato Civico Cassina punta il dito sul tempo perso che potrebbe compromettere una ripartenza ordinata. «L’attendismo non ha pagato e ha fatto perdere molte opportunità e dei finanziamenti che ci avrebbero potuto aiutare – si legge in un loro comunicato – Ci auguriamo che l’Amministrazione recuperi il tempo perso sfruttando anche, e in pieno, il mese di agosto».

L’Amministrazione «La situazione è monitorata»

L’Amministrazione comunale con un comunicato ha però cercato di ridimensionare le cose e allontanare l’idea di una sottovalutazione o disinteresse del problema, garantendo che da quando è uscito il decreto c’è un confronto giornaliero con la dirigenza scolastica. Nonostante questo, il comunicato riconosce una difficoltà. «Non possiamo dire che non ci siano molte problematiche da affrontare, ma possiamo assicurare che la situazione è monitorata e si stanno valutando tutte le possibili soluzioni. Naturalmente, essendo tutto in divenire, non possiamo ad oggi dare la soluzione definitiva».