Cassina: stop all’alcol dalle 17 alle 7, l’ordinanza per la sicurezza e il decoro urbano

Multe fino a 500 euro per i trasgressori. Ecco come cambia la nightlife estiva nel Comune

Enjoying beer

Cassina de’ Pecchi dichiara aperta la battaglia all’abuso di alcol e all’abbandono di rifiuti nelle vie più frequentate nelle sere d’estate. Con l’ordinanza n.36 l’Amministrazione ha vietato il consumo di alcolici nelle aree pubbliche e nei parchi dalle 17 alle 7 del mattino.

Cosa cambia per locali e negozi

Stop alla vendita a terzi di alcolici e superalcolici a partire dalle 19.30, per i titolari delle attività artigianali con vendita di beni alimentari di produzione propria e non. Sarà permessa la vendita di alcol d’asporto, ma solo a condizione che simultaneamente vengano comprati anche beni alimentari (pizze, hamburger, kebab, ecc.) e che gli alcolici vengano consumati negli spazi del locale o a casa.

I negozi, eccezion fatta per enoteche e altri esercizi specializzati, dovranno invece spegnere i frigoriferi, visto il divieto assoluto di vendere bevande alcoliche e superalcoliche conservate con qualunque sistema di refrigerazione. Sarà dunque consentita solo la vendita a temperatura ambiente.

Linea dura dell’Amministrazione contro l’abuso di alcolici

Le multe per chi non rispetta le sanzioni vanno da 25 a 500 euro, ma gli effetti dell’ordinanza saranno validi solo in alcune vie, quelle che secondo l’Amministrazione aumentano «la sensazione di insicurezza percepita da tutto il resto della cittadinanza» perché più frequentate durante le ore notturne:

Via Volta, Via Papa Giovanni XXIII, Via Roma, Via XXV Aprile, Via Mazzini, Piazza Decorati al Valor Civile, Piazza De Gasperi, Via Marconi, Via Trieste, Piazza Unità D’Italia, Via Donatori del Sangue, Via Veneto e Via Kennedy, Via Venezia, Via Trento, Via Andromeda, Via Cassiopea, Via Matteotti, Via I Maggio, Via Don Vismara, Via Gramsci e Via Grandi.

«Un’ordinanza che si rende necessaria» secondo l’Assessore alla Sicurezza Gianluigi De Sanctis, che ha segnalato «problemi di inquinamento acustico, degrado e di sicurezza nonché di decoro urbano, evidenziati anche da situazioni di intralcio alla pubblica viabilità»  e nonostante la consapevolezza di un desiderio di evasione da parte di molti dopo il lockdown, ha sottolineato «Partendo dal presupposto che l’emergenza non è ancora finita, la voglia di scaricare ansie e nervosismi accumulati durante il periodo di quarantena non può assolutamente tradursi in comportamenti irrispettosi dei diritti degli altri cittadini o in azioni di deturpazione di aree pubbliche comunali».