Mascherine dalla Regione: a Cassina è polemica sulle modalità di distribuzione

L'Amministrazione ha scelto di consegnarne una per nucleo familiare, ma l'opposizione vorrebbe dare la priorità a chi non può acquistarle

Mentre alcuni Comuni hanno scelto di distribuire le mascherine ai più bisognosi, a Cassina de’ Pecchi, dove la fornitura è di 6000 pezzi a fronte di 5924 nuclei familiari, il Sindaco Elisa Balconi ha organizzato la consegna di una mascherina per famiglia, che verrà recapitata nella casella della posta dei cassinesi. Una soluzione che però non è stata condivisa dal Pd che con asprezza ha espresso in un comunicato i propri dubbi sulle scelte fatte dall’Amministrazione.

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Le perplessità sulla spartizione

Imbustate una per una da alcuni operosi volontari del COC, le mascherine chirurgiche verranno recapitate in questi giorni nella casella postale di ogni famiglia di Cassina de’ Pecchi, con la raccomandazione, da parte dell’Amministrazione di usarle solamente «per andare a fare la spesa, dal medico o al lavoro».

Il gruppo di opposizione del Pd questa mattina ha fatto sapere di non essere d’accordo con le modalità scelte dal Sindaco «Crediamo che una distribuzione così pensata non sia la soluzione migliore e non risponda nemmeno ai criteri di Regione Lombardia».

Nelle indicazioni regionali si legge «Regione Lombardia offre un aiuto a chi è in difficoltà nel reperire mascherine e le distribuisce gratuitamente a chi non è ancora riuscito a trovarle e alle persone più fragili».

L’accusa mossa dai Dem verso l’Amministrazione è dunque quella di aver svolto un lavoro troppo affrettato «Serviva fare un lavoro minuzioso e di concerto a monte – si legge nel comunicato -, in una Amministrazione Comunale che invece ricorre sempre alla soluzione più semplice e alla ricerca del “consenso facile”, piuttosto che alla propria iniziativa».

La soluzione che il gruppo di opposizione avrebbe preferito sarebbe stato quello di rendere disponibili le mascherine prioritariamente ai cittadini che non possono acquistarle.
«Continuiamo a insistere, ci sono tutti gli strumenti necessari nel Decreto “Cura Italia” per dare risposte concrete ai bisogni, una mascherina chirurgica a famiglia è una risposta per un tempo limitato e non per tutti. Non è la mascherina a fare la differenza – si legge nelle righe finali del comunicato – Lo sarebbe l’iniziativa e la perspicacia di un Sindaco che, anche in questo momento critico, non vediamo».

Le ragioni dell’Amministrazione

Il Sindaco Elisa Balconi questo pomeriggio ha così motivato la decisione in un video-aggiornamento dalla sua pagina Facebook «Abbiamo dovuto fare una scelta, i cittadini sono 13.008 e la nostra scelta è stata quella di dotare tutti i nuclei familiare residenti a Cassina de’ Pecchi. Certo non è una soluzione ideale, se avessimo potuto ne avremmo distribuite di più, ma le mascherine sono difficili da trovare, anzi è praticamente impossibile».