Cimiteri chiusi, ma i Comuni non dimenticano i defunti

Molti sindaci della Martesana hanno deciso di portare un omaggio ai defunti, facendo le veci dei familiari che non possono recarsi nei cimiteri

Il Sindaco di Liscate

I Cimiteri sono stati chiusi da ordinanza governativa a seguito delle misure restrittive e di contenimento messe in atto per contrastare l’emergenza da Coronavirus. I cittadini non possono più portare un fiore sulle tombe dei loro cari o recitare una preghiera. Alcuni sindaci della Martesana come Dario Veneroni a Vimodrone, Angelo Stucchi a Gorgonzola e Lorenzo Fucci a Liscate, solo per citarne alcuni, si sono recati in visita nei Cimiteri chiusi delle loro città per non dimenticare i defunti della propria comunità.

Un omaggio funebre e una preghiera per i defunti

Il Sindaco di Gorgonzola

Dopo tanti giorni di chiusura l’Amministrazione comunale ha voluto farsi interprete del pensiero dei congiunti, con un’azione di cura di semplice pulizia dei vialetti e tombe da fiori appassiti o marciti. La mattina di sabato 11 aprile il primo cittadino Angelo Stucchi, insieme al parroco don Paolo Zago e al Comandante della Polizia Locale Antonio Pierni, si sono recati presso entrambi i cimiteri cittadini riservando una preghiera e un omaggio funerale ai defunti della città che non possono essere visitati dai loro famigliari in questo periodo pasquale.

Un saluto ai cari defunti

Anche a Vimodrone, il Sindaco Dario Veneroni, accompagnato da Don Franco e Don Giuseppe, ha voluto fare le veci dei cittadini che non possono uscire di casa per portare il proprio saluto ai cari defunti in nome di tutta l’amministrazione.

Un gesto in rappresentanza di tutta la cittadinanza

Lorenzo Fucci, sindaco di Liscate, ha fatto visita nella mattinata di Pasqua al Cimitero. Poche le parole per commentare il gesto di solidarietà «In una Pasqua, così strana e che non dimenticheremo mai, con tutta la Giunta abbiamo voluto rendere omaggio a tutti i defunti. L’ho fatto da Sindaco in rappresentanza di tutti i Concittadini chiedendo a Don Roberto la sua benedizione, sperando di alleviare il dispiacere di coloro che non possono recarsi di persona a salutare i propri cari. Se staremo uniti, se rispetteremo le regole, se saremo capaci di vedere quanta umanità, solidarietà e senso di comunità stanno emergendo in questo periodo di emergenza, allora ne usciremo e saremo più forti di prima. Allora sì che potremo dire, nonostante tutto andrà tutto bene».

 

Augusta Brambilla