App Immuni: in arrivo le regole per la privacy e la gestione dei dati

La bozza del decreto esclude la geo-localizzazione degli utenti e assicura che i dati raccolti verranno cancellati entro il 31 dicembre

Young man with cellular phone
Young man holding white mobile phone in hand, messaging, using smartphone app, close-up

A pochi giorni dall’inizio ufficiale della cosiddetta “Fase 2”, l’app per il tracciamento dei contatti Immuni comincia a prendere forma. In queste ore il sito del Governo ha diffuso una bozza del decreto sulle intercettazioni, che verrà discusso e approvato al Consiglio dei Ministri di questa sera – giovedì 30 aprile – alle 20.30. La bozza del documento svela soprattutto le regole e i criteri che verranno adottati nella gestione dei dati personali degli utenti.

Dati cancellati a fine emergenza

La bozza del provvedimento stabilisce che i «dati personali raccolti dall’applicazione siano esclusivamente quelli necessari ad avvisare gli utenti dell’applicazione di rientrare tra i contatti stretti di altri utenti accertati positivi al COVID- 19, nonché ad agevolare l’eventuale adozione di misure di assistenza sanitaria in favore degli stessi soggetti».

Il decreto assicura, inoltre, che i dispositivi saranno «resi autonomi, oppure, ove ciò non sia possibile, pseudonimizzati». In ogni caso, si stabilisce che è esclusa la geo-localizzazione dei singoli utenti.

Per quanto riguarda la conservazione dei dati raccolti, il governo specifica che saranno conservati «per il periodo strettamente necessario al trattamento» e che «i dati sono cancellati in modo automatico alla scadenza del termine». Il documento precisa che, anche in caso di emergenza prolungata, i dati non verranno conservati oltre il 31 dicembre 2020, data entro cui verranno definitivamente cancellati.

Per quanto riguarda il trattamento dei dati da parte dell’app Immuni, il documento del Governo stabiliisce che questi non potranno «essere trattati per finalità diverse da quelle specificate, salva la possibilità di utilizzo in forma aggregata o comunque anonima, per soli fini di sanità pubblica, profilassi, finalità statistiche o di ricerca scientifica».

La bozza del decreto conferma inoltre che l’uso dell’app sarà facoltativo e il suo mancato utilizzo «non comporta alcuna limitazione o conseguenza in ordine all’esercizio dei diritti fondamentali dei soggetti interessati».

L’infrastruttura di cui si servirà l’applicazione Immuni sarà localizzata esclusivamente sul territorio nazionale e gestita «da amministrazioni o enti pubblici o società a totale partecipazione pubblica».

Restano alcune incognite

Con ogni probabilità, la bozza del decreto in questione verrà approvata questa sera, durante il Consiglio dei Ministri. Tuttavia, restano ancora molte perplessità sulla data dell’effettiva entrata in vigore dell’app Immuni e sul suo funzionamento. La ministra all’innovazione Paola Pisano, nel frattempo, ha dichiarato che si sta «pensando, ma non abbiamo ancora iniziato nulla, all’ipotesi di utilizzare un elimina-code al supermercato» e anche a «un’app che possa aiutare a rispettare le distanze all’interno dei mezzi pubblici».