Un carugatese prestato al resto del mondo. Ciao Dino Verderio

La sua vita al servizio degli ultimi. All'età di 74 anni si è spento Dino Verderio, ma il suo contributo per gli altri è destinato a rimanere per sempre

Gloria Chiaratti e Dino Verderio

Non è facile raccontare la vita di un uomo in poche righe, specie se questo si chiama Dino Verderio. Si è spento sabato 29 febbraio al Policlinico di Milano dove era stato ricoverato d’urgenza dopo essersi sottoposto alle cure in un ospedale in Nicaragua, la sua seconda casa o forse la prima.Da più di trent’anni faceva spola tra Carugate e il Nicaragua per fornire aiuti e supporto alla popolazione locale, il suo amore per quella terra ha condizionato tutta la sua esistenza, quella di chi lo ha conosciuto ed è rimasto affascinato e folgorato dalla sua passione che sapeva trasmettere ad ogni suo racconto, tanto che moltissimi sono stati i cittadini che lo hanno seguito nelle sue avventure.

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La vita Dino al servizio degli altri

Di riflessioni sul senso della vita Dino ne avrà fatte sicuramente molte. Ma quella che si è trovato ad affrontare in questi ultimi giorni sarà stata di certo la più dura e la più difficile. Forse anche di più di quella volta che durante vigilia di Natale del 1987 viaggiava nascosto con la sua amata Gloria dentro un camion zeppo di cibo e medicinali diretto a Pancasan e d’un tratto fu interrotto da alcuni colpi di mortaio.«Sai sparare? Hai fatto il militare?», si sentì dire mentre gli mettevano in mano un caricatore con 50 colpi. Di aneddoti di questo genere ne aveva un po’ da raccontare, la vita laggiù non era certo una passeggiata, ma grazie al suo spirito di vero combattente, Dino ha contribuito a creare un pezzo importantissimo della storia della comunità Nicaraguense. Case, pozzi, scuole, farmacie e ironia della sorte, perfino ospedali e assistenza sanitaria, la stessa di cui ha avuto bisogno nelle scorse settimane prima di essere trasferito d’urgenza in Italia.

La Comune di Luigi Bottasini

Era il 1968 quando Dino al fianco della sua  inseparabile moglie Gloria Chiaratti, contribuì a fondare l’associazione di cooperazione internazionale “La Comune di Luigi Bottasini“, da allora non si è più fermato, e fino all’ultimo dei sui giorni ha dedicato la sua vita a rimuovere  “alla radice” le cause della povertà e della disuguaglianza, attraverso la costruzione di percorsi di crescita ed emancipazione sociali ed individuali. Come nel caso del progetto per la lavorazione dei semi di “ycaro”, alimento prezioso per la comunità locale perché altamente energetico e nutritivo. Succedeva che i contadini erano sfruttati e guadagnavano pochi centesimi per alcuni sacchi di semi, ed ecco quindi che ancora una volta, grazie al suo carattere e alla sua grande generosità, Dino e la sua associazione istruisce i contadini, gli insegna a dare valore al lavoro attraverso il meccanismo del controllo del peso, apre una bottega locale e commercializza il prodotto con le grandi multinazionali. Ora il Presidente è un ragazzo che ha frequentato le scuole della Comune di Luigi Bottasini, fin dalla materna.

Dal Nicaragua a Carugate

L’impegno civico e sociale di Dino Verderio “non si ferma certo all’altro capo del mondo”. Tante sono le iniziative che attraverso l’associazione restituiva al territorio, sia quelle di sensibilizzazione per l’attività di cooperazione internazionale, ma sopratutto quelle rivolte verso ai più giovani, nelle scuole. La Comune di Luigi Bottasini nasceva negli anni ’60 da un’esperienza teatrale, e proprio il teatro era una delle forme d’arte preferita da Dino che attraverso travestimenti e racconti, portava spesso in scena pezzi storia locale e nazionale, come nel caso delle celebrazioni del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, quando vestì i panni di Garibaldi. Mentre i carugatesi adulti ricorderanno sicuramente il consueto appuntamento durante la festa del paese con la mostra fotografica lungo via Garibaldi. Un impegno, al servizio della comunità, anche al di là della cooperazione internazionale, che nel corso degli anni ha visto accarezzare con la gentilezza e la determinazione che lo caratterizzava, diversi aspetti della vita sociale e culturale attiva della martesana e dell’hinterland milanese, come del resto testimonia anche la sua attività giornalistica per la redazione esteri di Radio Montevecchia, le collaborazioni con Radio Popolare e le numerose riviste e giornali locali.

La redazione di Fuoridalcomune.it ha avuto l’onore di conoscerlo di persona e di raccontare molte delle sue avventure. Oggi la martesana e il mondo perdono un uomo di valore la cui umanità, intelligenza, e amore verso il prossimo rimarrà per sempre nel cuore delle persone che lo hanno incontrato e nelle tante vite, che grazie al suo impegno saranno migliori, più giuste, più umane.

A nome di tutta la Redazione ciao Dino