Posta aerea nella Parigi del 1800: i ballons montés in mostra a Melzo

Un'esposizione storica visitabile fino al 21 marzo

Una fotografia dell'epoca a opera di Nadar

Si terrà a Melzo, dal 22 febbraio al 21 marzo al secondo piano della Biblioteca Vittorio Sereni, la mostra “Lettere dall’assedio Parigi 1870-71. I ballons montés”, un’esposizione degli oggetti e dei documenti originali della prima sperimentazione di posta aerea della collezione personale di Alessandro Rovati, curata dall’Associazione Culturale Libriamoci di Bussero.

I BALLONS MONTES

I ballons montés sono stati un sistema di comunicazione che prevedeva l’invio di un messaggi legato al filo di un palloncino gonfiato a elio e idrogeno; questa metodologia fu utilizzata anche per trasportare gli equipaggi, e venne utilizzato in particolare dai francesi durante l’assedio di Parigi del 1871, per portare all’esterno della zona assediata persone e comunicazioni scritte.

L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA POSTALE

Il 19 luglio 1870 segnò l’inizio della guerra franco-prussiana e nell’inverno del 1870-1871 Parigi era stretta nella morsa dell’assedio dei prussiani. I canali di comunicazione con il resto del paese vennero interrotti e non rimaneva che utilizzare il cielo, sorvolando dall’alto le linee nemiche con i ballons montés. La Francia organizzò un vero e proprio servizio di posta aerea e il 23 settembre 1870 si alzò in volo sopra Parigi il primo pallone aerostatico, Le Neptune, carico di corrispondenza, che atterrò cento chilometri più in là. Il Ville d’Orleans compì il viaggio più lungo, decollò da Parigi il 24 novembre 1870 e atterrò a Lifjeld, sulle coste della Norvegia, dopo un volo di 1246 chilometri. Altri 66 ne seguirono con 10 tonnellate di posta smistata: era l’inizio di una nuova era postale.

L’INAUGURAZIONE E LA VISITA GUIDATA

L’inaugurazione della mostra avverrà sabato 22 febbraio alle 16.00 presso la Biblioteca Vittorio Sereni. Seguirà la visita guidata, a più voci, alla scoperta delle lettere, dei dispacci, dei giornali e della corrispondenza di quel tempo lontano, raccolti e conservati da Alessandro Rovati.

 

Augusta Brambilla