“Azione” di Carlo Calenda arriva in Martesana. A Segrate il primo test

A Cernusco e Segrate i primi comitati in Martesana del movimento di Carlo Calenda. «Fare politica senza perdersi nel dedalo della discussione culturale delle opinioni»

Azione di Carlo Calenda arriva in Martesana con i comitati di Cernusco sul Naviglio e Segrate. Ai grandi temi nazionali – sanità, scuola e sicurezza – Azione Martesana vuole porre un’attenzione particolare al territorio, incanalare energie fresche per poter affrontare concretamente i temi che riguardano i cittadini.

La prima sfida elettorale sarà quella di Segrate a sostegno del sindaco uscente Paolo Micheli (centro sinistra) che per il comitato ha avuto il merito di risanare «i conti disastrati lasciati dalla precedente giunta di centrodestra». Ora per i “calendiani” segrastesi si tratta di rilanciare: «I prossimi 5 anni  – hanno scritto – saranno quelli in cui la città alle porte di Milano potrà fare il grande salto di qualità per la vita dei cittadini, e noi gli daremo una mano in tal senso».

CONCRETEZZA

Sembra un vero e proprio manifesto politico quello di Luca Foresti, Coordinatore del comitato cernuschese. Approccio analitico ai problemi e concretezza sono le linee guida che Azione – nome emblematico – si pone.

«I Comitati Azione di Cernusco e Segrate nascono per rappresentare le idee e i programmi del nuovo partito nella zona della Martesana e di tutto l’Est Milano – ha detto Luca Foresti -. La novità, oltre che nei programmi e nell’approccio ai diversi temi, sta nel metodo. A livello locale – ha proseguito – si affrontano temi locali ma con un metodo nuovo che ha come finalità prima e diretta quella di produrre un cambiamento rapido e concreto. Si prenda ad esempio il problema dell’aria inquinata dalle polveri sottili. È ormai chiaro – ha sottolineato–  che i maggiori inquinanti vanno rintracciati negli impianti di riscaldamento, oltre alla circolazione delle auto. Inoltre, occorre ragionare su sistemi alternativi di mobilità perché ormai le poveri sottili sono prodotte per la maggior parte dall’usura di pneumatici, asfalto e pastiglie degli impianti frenanti. Difficile pensare a breve ad una loro rapida evoluzione. Solo così – ha concluso – si può ‘fare’ politica senza perdersi nel dedalo della pur importantissima discussione ‘culturale’ della opinioni».