Rap in martesana: la storia di Bryan Spiga e degli StatuSquad

Ventuno anni e la voglia di fare musica

Il rap italiano è da qualche anno in vetta alle classifiche musicali, e Bryan Risma Spiga, giovane artista di Pioltello classe 1998, ci ha spiegato la passione per questo genere musicale, che ha esplorato insieme al suo gruppo, gli StatuSquad.

L’AMORE PER LA MUSICA

«Sono cresciuto con la musica e mi ha sempre appassionato il rock poi, crescendo, ho scoperto l’hiphop – ci ha raccontato Bryan –. Quando ero piccolino ascoltavo Fabri Fibra e ricordo che il primo disco acquistato è stato “Bugiardo”. Attorno ai 12 anni ho iniziato a scrivere alcuni testi che, ora come ora, non avrebbero senso. Smanettando un po’ su YouTube e su MySpace e guardando perennemente MTV mi sono indirizzato verso il rap e da lì ho cullato il sogno di voler essere come chi mi piaceva ascoltare, di saperlo fare e anche io, come loro, spaccare!».

LA NASCITA DEGLI STATUSQUAD

Un progetto nato pochi anni fa: «Ci siamo costituiti intorno al 2015 quando il nostro amico Francesco aka ParaOne ha pensato di riunire tutti gli artisti di Limito di Pioltello, ovvero io, Sisma e un’altra ragazza, che ora va avanti da sola nella sua carriera artistica. Eravamo un po’ tutti giovani, ragazzini e con la voglia di portare la nostra musica, spiegare e raccontare la nostra realtà a tutti».

«VOGLIAMO PROVARE A DIRE QUALCOSA»

«I miei pezzi nascono dalle mie esperienze personali e da situazioni che ho vissuto anche con altre persone – ha sottolineato Bryan –. Ogni cosa che viene scritta racconta un pezzo di me, quindi veramente seria. A volte ci piace divertirci e scrivere qualche testo ignorante ma nell’ignoranza vogliamo sempre cercare di dire qualcosa, che sia brutta o bella. Il concetto fondamentale che arriva a chi ascolta è che certe cose sono dette apposta per dire “non sbagliare anche tu”. Se non fosse per la mia vita, non esisterebbe la mia musica: almeno un 98% buono di vicende passate sono tracciate nelle mie e nelle nostre canzoni».

FARE GAVETTA, AVERE TEMPO E PAZIENZA

Bryan ha le idee chiare, e nel dare consigli a chi volesse approcciarsi a questo mondo ha ribadito che «tutti al giorno d’oggi vedono artisti che hanno fatto un sacco di soldi con la musica, tanti ragazzini ci provano e ora c’è molta più gente che fa musica. È fondamentale che sappiate che se pensate di fare musica con l’idea di stare in cima al podio, scrivendo canzoni che nemmeno sentite vostre, insignificanti, solo perché volete copiare da qualcun altro, non funzionerà. Sappiate che avete davanti una bella gavetta e che anche dopo tanto tempo ce ne vuole sempre ancora dell’altra per crescere e migliorarsi».

I PROGETTI FUTURI

Per poter guardare lontano Bryan ha parole di ringraziamento verso chi gli ha dato fiducia e ancora oggi lo sprona a continuare: «Bryan, uno dei miei migliori amici, per avermi insegnato a vivere; Sisma per avermi strattonato nel mondo della musica, se non fosse stato per lui non avrei mai iniziato a registrare, i miei amici, chi mi vuole bene e chi c’è per me».

Carismatico, divertente e determinato, come si è definito, ha ancora tanti desideri che vorrebbe vedere realizzati: «Stiamo lavorando, anche se in silenzio, e so che lo diciamo sempre ma il 2020 ci apparterrà, in un modo o nell’altro».

Augusta Brambilla