«Siamo tutti la tua scorta»: a Pioltello un presidio di solidarietà per Liliana Segre

A pochi giorni dall'evento "Milano non odia", a Pioltello parte una campagna di raccolta firme per esprimere vicinanza alla Senatrice

Fonte: vita.it

Dopo la recente notizia della scorta assegnata a Liliana Segre, sono molte le manifestazioni di solidarietà organizzate in tutta Italia. A queste si aggiunge ora anche la città di Pioltello, dove un comitato di cittadini ha organizzato un presidio in solidarietà della Senatrice, che si svolgerà sabato 16 novembre dalle 9 alle 12 presso la Piazza del Mercato.

Solo qualche giorno fa, a Milano si è svolta l’iniziativa Milano non odia, che ha visto la partecipazione di oltre 5mila cittadini desiderosi di esprimere la propria vicinanza alla Senatrice. Il presidio si è svolto al Binario 21 della Stazione Centrale, lo stesso da cui Liliana Segre fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau nel 1944.

UNA MOBILITAZIONE CONTRO L’ODIO

Durante il presidio di sabato, il comitato pioltellese disporrà di un banchetto, dove i cittadini potranno firmare una lettera di vicinanza e solidarietà indirizzata alla Senatrice Segre.

«Con questa iniziativa vogliamo prendere una posizione chiara contro l’odio e contro ogni forma di razzismo», ha spiegato Tonino Maselli, portavoce del comitato cittadino. «Il nostro obiettivo è quello di raggiungere mille firme sotto la lettera».

Molte le associazioni del territorio che hanno già annunciato la propria presenza al presidio, mentre alcuni membri della giunta comunale hanno aderito all’iniziativa a livello personale.

«Il presidio di questo sabato è solo il primo passo – ha proseguito Maselli -. La campagna di raccolta firme proseguirà anche nelle prossime settimane in altri luoghi della città».

«Speriamo di riuscire a raccogliere abbastanza firme da poter presentare la nostra iniziativa al prossimo Consiglio Comunale, così che tutte le forze politiche possano esprimersi in merito alla questione».

LA LETTERA

«Cara Liliana,

scusa se mi permetto di rivolgermi a te con questo tono confidenziale, anche se non ci conosciamo personalmente, ma ormai fai parte dei miei affetti, delle persone più care, come se fossi un componente della mia famiglia.

Da quando ho saputo che ricevi tanti messaggi di odio e di minaccia, tanto che il Ministero dell’Interno ha ritenuto necessario fornirti una scorta, ho sentito la necessità di manifestarti il mio sostegno e la mia stima; voglio farti sapere quanto ammiro il tuo coraggio e la tua tenacia nel far conoscere quello che è accaduto a te e a milioni di persone che, come te, erano considerate nemici dell’ideologia che ha originato nazismo e fascismo. Un’ideologia che credevamo morta e sepolta e che invece rinasce, grazie a chi oggi inneggia all’intolleranza e al razzismo.

Hai vissuto l’orrore della Deportazione. negli anni più bui del Novecento, quando ogni sentimento di pietà, di rispetto e di comprensione umana sembravano ormai perduti. Le persone a te più care sono state uccise e sei rimasta sola, ragazzina indifesa, ad affrontare la fame, gli stenti, la crudeltà di chi ti voleva annientare, la minaccia incombente della morte. Sopravvissuta a questa vergogna avresti avuto il diritto di odiare chi ti aveva privata di ogni affetto, chi ti aveva marchiata con un numero, chi ti aveva rubato la gioia e la spensieratezza degli anni più belli, ma non l’hai fatto.

Anche quando parli di quei momenti tremendi riesci a essere serena, sei capace di farci capire che l’odio non è una soluzione, che il miglior modo per evitare che quanto è già accaduto si ripeta non è far finta di niente, girare la testa dall’altra parte, dire che sono ragazzate. Sai metterci in guardia dall’indifferenza, ci chiedi di prendere posizione.

Voglio dirti che io prendo posizione, senza odio, ma con fermezza e ti chiedo di pensare a me come una piccola parte della tua scorta, per proteggerti.

Ti voglio bene».