Cologno, la (falsa) proroga del circo fa discutere. Rocchi: «Hanno fatto i pagliacci»

Una concessione trasformata in proroga e diversi animali esotici chiusi nei tendoni in attesa di essere impiegati nei prossimi show. La "questione Circo" scalda Cologno

Il cartello che annuncia la - falsa - proroga

«Grande successo! Proroga a Cologno Monzese fino al 1° dicembre»: recitava questo il cartello pubblicitario affisso in questi giorni dal Circo Kino, che dal 15 novembre stanzia a Cologno, in via Dalla Chiesa, e che avrebbe dovuto terminare i suoi spettacoli questa domenica 24. Informazione che è saltata subito all’occhio dei numerosi cittadini – che di circhi e di animali sfruttati non ne vogliono sapere – e che l’amministrazione ha etichettato come falsa.

NESSUNA PROROGA PER IL CIRCO DI COLOGNO

«Nessuna proroga – ci ha confermato il sindaco Angelo Rocchi -, l’informazione è falsa»: semplicemente, data l’emergenza maltempo in cui versa la prossima tappa del tour del circo, i tendoni potranno sostare in città fino a data da definirsi. Nessuno spettacolo, però. Ma cittadini e attivisti non ci stanno, e domenica hanno organizzato un presidio per ribadire la loro contrarietà allo sfruttamento degli animali a fini di intrattenimento.

«La proroga se la sono inventata – ci ha spiegato il primo cittadino –, in realtà il tempo concesso loro per gli spettacoli è scaduto. Ci hanno chiesto la cortesia di poter permanere qualche giorno in quanto la zona in cui si devono recare è stata colpita da esondazione: di questo circo fanno parte anche famiglie con bambini, così non ce la siamo sentita di cacciarli via. Rimarranno a Cologno ancora per qualche giorno, stiamo decidendo fin quando».

Anche la data del 1° dicembre, pubblicata sui cartelli incriminati, è quindi falsa: «Hanno inoltrato una richiesta di proroga a cui non abbiamo risposto immediatamente, e siccome non hanno avuto un diniego hanno ritenuto si trattasse di una sorta di silenzio assenso. Si sono davvero messi a fare i pagliacci, hanno fatto il circo anche con me».

LA POSIZIONE DEI CIRCENSI

La Polizia Locale è stata incaricata direttamente dal primo cittadino di occuparsi della rimozione dei cartelli. Una posizione scomoda per tutti gli attori in campo, circensi compresi, nei cui confronti Rocchi ha comunque voluto spendere qualche parola: «Ho ricevuto queste famiglie di circensi e c’è da dire che sono disperati, dicono che ormai faticano a lavorare, che non li vogliono, che vengono considerati poco più che zingari. Sono artisti di strada, hanno a cuore il loro lavoro e non andrebbero criminalizzati per questo.»

IL REGOLAMENTO ANTI-ANIMALI: BUROCRAZIA ALL’ITALIANA

Una diatriba che sembra non trovare facile soluzione, e che vede contrapporsi il pensiero di chi, questi animali, li vuole vedere liberi da ogni costrizione.

Il problema, come spesso accade, è burocratico: il regolamento comunale vieta infatti l’impiego degli animali per queste attività, ma permettendo al circo di sostare sul territorio è impossibile impedire loro di portare con sé questi ultimi, che verranno utilizzati in futuro, se e dove gli verrà permesso. «Con un regolamento così – ha sottolineato il sindaco –, impedire loro di portare con sé gli animali non è possibile. C’è da dire che hanno ancora una volta fatto i furbi, permettendo ai bambini di andarli a vedere nei tendoni».

Sull’argomento animali Rocchi cerca di mantenere una visione il più possibile comprensiva di tutti i punti di vista: «Quando leggo i post su Facebook che parlano del loro utilizzo come intrattenimento mi viene una gran rabbia perché io per primo li amo molto, ma i circensi vivono una tradizione centenaria. C’è da considerare che amano i loro animali, seppur in modo differente dal nostro, in quanto loro ci lavorano insieme.»

«Io mi sono interessato, il nostro regolamento è già abbastanza restrittivo – ha continuato Rocchi -: l’unica soluzione possibile per accontentare chi non accetta la presenza degli animali è crearne uno che imponga il divieto a qualsiasi circo con animali di venire a Cologno. Purtroppo però c’è il rischio che venga impugnato, e che la categoria dei circensi ci crei seri problemi. Bisogna trovare escamotages tecnici per non far entrare in città gli animali, ho infatti in programma di parlarne con la Giunta.»

AGENTI IN BORGHESE PER I CONTROLLI

Nessun impiego di animali negli spettacoli svoltisi a Cologno: a confermarcelo è Silvano Moioli, comandante della Polizia Locale, che ha inviato diversi agenti in borghese a visionare gli show del Circo Kino, per poi attivare il servizio veterinario di ATS per verificare le condizioni degli animali – nel dettaglio 8 leoni, 3 cammelli, 3 bovini, 1 yak, 1 bovino scozzese, 8 capre, 2 pony, 1 asino, 1 struzzo e 5 lama. Il verbale – rilasciato dai veterinari venerdì 22 – riporta: “Gli animali sono tranquilli e socievoli, non si notano segni di nervosismi/mutilazioni o movimenti stereotipati. Sono in confidenza con le persone, nessun timore o paure manifeste”.
Alla domanda – posta da molti cittadini – circa la necessità di far visitare gli stessi a un veterinario esperto in esotici, il comandante ci ha spiegato di aver provato a contattare il Corpo Forestale dello Stato attraverso ATS, ma che quest’ultimo non è ancora intervenuto in risposta.
«Gli agenti inviati a visionare lo spettacolo hanno confermato il non utilizzo degli animali, se non per delle visite dedicate ai bambini svoltesi durante l’intervallo, per le quali sono stati chiesti 2 euro in più. Questo – ha concluso Moioli – sarà oggetto di una mia segnalazione alla Guardia di Finanza per un’eventuale verifica fiscale.»

STOP AGLI ANIMALI AL CIRCO: IL PRESIDIO A COLOGNO

Un nutrito gruppo di attivisti per i diritti degli animali domenica ha sfidato la pioggia per presentarsi davanti ai tendoni a ribadire la propria contrarietà alla presenza del circo a Cologno.
«Per gli animali selvatici il circo è sinonimo di sofferenza, addestramenti provanti, privazione dei loro bisogni etologici e dei comportamenti naturali. Questi poveri animali viaggiano continuamente rinchiusi in gabbia e sono costretti ad esibirsi in maniera crudele in condizioni contrarie alla loro natura – ha commentato sui suoi canali social Eleonora Evi, europarlamentare del M5S -. Questo stato provoca loro forte stress psico-fisico e disagi dovuti alla ripetizione continua di movimenti, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Alle soglie del 2020 tutto ciò non è più accettabile, lo sfruttamento degli animali nei circhi rappresenta un messaggio fortemente diseducativo e irrispettoso dei loro diritti. Gli animali non sono giocattoli al servizio degli spettatori».

Alcuni degli attivisti presenti domenica a Cologno