Continuano gli incontri tra l’Arcivescovo Delpini e gli amministratori locali

All'incontro presenti anche Luca Maggioni, sindaco di Carugate, e Curzio Rusnati, sindaco di Bussero. Tanti i temi affrontati da Mario Delpini sulla scia del "Discorso alla Città" del 2018

fonte: chiesadimilano.it

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha incontrato gli amministratori dei comuni rientranti nella zona pastorale VII. Un incontro in continuità con gli appuntamenti avvenuti con le zone pastorali II, III, V e I, sulla scia del suo Discorso alla Città 2018.

L’ARCIVESCOVO DELPINI A TUTTO CAMPO

Sono tanti i temi toccati dall’Arcivescovo Delpini durante l’incontro con gli amministratori, riassunti dal sito della Chiesa di Milano. Dall’apprezzamento verso gli amministratori presenti che si sono «rimboccati le maniche», fino all’alleanza necessaria tra le istituzioni per il perseguimento del bene comune, superando quel modo di «Fare le cose per contrapposizione che non giova al bene della città».

L’Arcivescovo, parlando della necessità di ragionare su diritti e doveri cercando di contrastare le reazioni emotive, ha toccato il tema politico più caldo in questi tempi: «Quando si parla di migranti – ha detto – si affronta il tema in modo emotivo, perché quella dei migranti è una categoria assolutamente generica».

MAGGIONI E RUSNATI ALL’INCONTRO

Tra i tanti amministratori locali che hanno partecipato all’incontro con l’Arcivescovo al Centro civico “Il Pertini” di Cinisello Balsamo c’erano anche il sindaco si Carugate Luca Maggioni, che ha ricordato come vi sia «tanto bisogno di sussidiarietà e terzo settore» e il sindaco di Bussero Curzio Rusnati che ha ribadito la necessità di «ricostruire i luoghi dell’incontro e di allenare le comunità a prendersi cura di se stesse».

DISCORSO ALLA CITTA’

«Voglio dunque ricordare – ha detto L’Arcivescovo Delpini durante il Discorso alla Città letto il 6 dicembre presso la basilica di Sant’Ambrogio -, voglio dunque incocoraggiare, voglio dunque, con uno spirito costruttivo, in questa città così fiduciosa, così orgogliosa dei suoi successi, delle sue capacità di calcolo, di progettazione, di organizzazione, ecco, io mi permetto di ricordare che siamo addirittura autorizzati a pensare».

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