Coldiretti lancia l’allarme: frutteti attaccati dalla cimice asiatica

Il caldo improvviso ha favorito la diffusione degli insetti, che hanno colpito le coltivazioni nei dintorni di Cassano d’Adda

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La primavera in ritardo e il caldo improvviso stanno mettendo in difficoltà l’agricoltura, che nelle aree del cassanese deve fare i conti con un nuovo problema: le invasioni di cimice asiatica. Lo ha reso noto la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, che monitora il territorio e ha rilevato situazioni critiche per le coltivazioni di frutta, in particolare di pesche e albicocche.

Questo tipo di insetto è pericoloso anche per le colture di soia e mais, che per il momento sono state risparmiate, ma «solo perché quest’anno siamo in ritardo con la coltivazione», ha spiegato Alessandro Rota, agricoltore di Cassano d’Adda.

«La soia sta crescendo adesso e non è ancora appetibile per gli insetti – ha aggiunto Alessandro Rota – ma la situazione è destinata a peggiorare come negli ultimi anni».

La situazione è preoccupante anche  nel lodigiano, dove «ci sono già danni su almeno il 15% del raccolto», ha sottolineato Marco Mizzi, agricoltore di Lodi.

La cimice asiatica, che si nutre di un’ampia varietà di specie coltivate e spontanee, è originaria dell’Asia orientale e, come ha spiegato la Coldiretti, «è solo l’ultimo dei parassiti alieni che hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura danni stimabili in oltre un miliardo».

Le cause di queste invasioni, secondo la Coldiretti, sono legate «ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici», che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento, il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, «ma anche con l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura».