Ritorno a casa per i bambini del Progetto Chernobyl. «Accoglierli ci rende migliori»

È ora di tornare in Bielorussia per i bambini che, dopo un'estate di sport, lezioni e divertimento, hanno stretto legami indissolubili

L’associazione Progetto Chernobyl – Gessate, che quest’anno compie 18 anni essendo nata nel 2001, ha accolto, come di consueto nel mese di luglio, 15 bambini bielorussi che provengono dalla zona di Cernobyl, Ucraina, devastata dall’esplosione del reattore nucleare nel lontano 26 aprile 1986. Una tragedia che è ancora viva nella memoria collettiva per essere uno dei due incidenti nucleari più devastanti e inserita al massimo livello -7- della scala INES, una scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici sviluppata nel 1989 dall’AIEA, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.

QUINDICI BAMBINI PRONTI A VIVERE UN’ESTATE DIVERSA

I bambini, 4 maschi e 11 femmine, sono arrivati in Italia accompagnati dalla loro insegnante Zelenkova Svetlana e da due ragazze bielorusse, Masha e Valentina. Francesca ha condotto le attività quotidiane e ha coordinato il gruppo di supporto composto da Camilla, Eleonora, Chiara e Mira, le ragazze italiane che li hanno seguiti tutti i giorni e hanno assicurato loro tanto divertimento e svago.

Dal 2001 la nostra associazione, oltre ad ospitare in famiglia bambini provenienti da zone ancora contaminate, sostiene progetti in Bielorussia come borse di studio per ragazzi che desiderano studiare o l’acquisto di attrezzature per scuole e/o per case-famiglia.- ha dichiarato soddisfatta la presidentessa Carolina De Ponti – La nostra forza è lo spirito di collaborazione e il desiderio di rendere piacevole la vacanza dei bimbi insieme all’impegno e all’amore con cui le famiglie accolgono”.

CONTROLLI SANITARI, SPORT E INDIMENTICABILI ESPERIENZE

Come per gli anni passati, i bambini hanno potuto sottoporsi a visite mediche e andare al mare per la talassoterapia, hanno svolto attività sportive, tutti insieme sono andati in piscina una volta alla settimana, hanno preso lezioni di tennis e danza, si sono cimentati con l’arrampicata e il tiro con l’arco. Hanno incontrato bambini e i ragazzi che frequentavano l’oratorio estivo di Gessate e quelli del City Camp in inglese e hanno stretto amicizia e condiviso momenti ricchi di belle esperienze.

Tra le innumerevoli proposte interessanti, i ragazzi bielorussi hanno potuto visitare la caserma dei Vigili del Fuoco di Gorgonzola e partecipare a una lezione di cucina tenuta dal cuoco Gennaro di Cassano d’Adda.

Durante le numerose e diverse esperienze che i ragazzi vivono nel corso del mese si stabiliscono rapporti di amicizia molto forti che vanno oltre la semplice accoglienza: bellissimo vedere il sorriso dei bambini, gli abbracci e la complicità con le famiglie italiane nei momenti in cui si fanno attività tutti insieme. – ha sottolineato la presidentessa Il rapporto non termina con la fine della vacanza in Italia ma la nostra associazione li segue e li sostiene in caso di necessità anche nel loro percorso di studi o di cure. Abbiamo conservato i contatti con i primi ragazzi accolti che ora sono adulti, sposati e con figli. L’accoglienza non aiuta solo i bambini bielorussi ma rende migliori anche noi”.

Numerosi e importanti sono stati anche i momenti di condivisione tra tutte le famiglie ospitanti che hanno allietato le loro giornate. Ci sono famiglie che ospitano da anni e altre invece che si sono appena approcciate e insieme hanno formato un gruppo collaborativo e coeso e ciò ha contribuito a rendere piacevole il soggiorno dei bambini e dei ragazzi bielorussi in Italia. Le famiglie, oltre che gessatesi, sono anche di alcuni paesi limitrofi come Masate, Pozzuolo Martesana, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Melzo.

E “spasìba-grazie” insieme a “privièt-ciao” per un arrivederci all’anno prossimo!

 

Augusta Brambilla