Al MAIO di Cassina arriva La Stazione delle Muse

Un allestimento interattivo e un progetto biennale rivolto ai più giovani per promuovere la conoscenza delle opere trafugate dai nazisti

arte dipinti colori

Prigioniere di guerra: proprio così possono essere definite le opere che i nazisti hanno sottratto al nostro Paese, e che oggi non hanno ancora fatto ritorno, ed è a loro che è dedicata il progetto La Stanza delle Muse del MAIO, il Museo dell’Arte in Ostaggio in via Trieste 3 a Cassina de’ Pecchi.

IL MUSEO

Nel maggio 2015, con lo scopo di avvicinare il pubblico a una tematica attuale, nasce a Cassina de’ Pecchi (in epoca romana la prima tappa della strada che collegava Milano ad Aquileia), il MAiO, Museo dell’Arte in Ostaggio e delle grafiche visionarie.

Si tratta del primo museo italiano che intende sollecitare memorie e azioni per recuperare i 1.641 tesori culturali ancora “prigionieri di guerra”, trafugati dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, nonché il terzo nel mondo di questo tipo.

Sviluppato da un’idea del giornalista e scrittore Salvatore Giannella, ideatore e coordinatore del “Premio Rotondi ai salvatori dell’arte”, il museo ospita pannelli dedicati che, regione per regione, elencano le opere mai ritrovate, e una postazione multimediale con video 3D che rende il visitatore protagonista di un’esperienza interattiva volta a conoscere ed esplorare alcune delle opere trafugate, trasformandole in immagini rielaborate attraverso algoritmi e pennelli elettronici.

LA STAZIONE DELLE MUSE

Tre anni dopo l’inaugurazione, il 3 giugno 2018, in concomitanza con la Seconda Giornata Nazionale dei Piccoli Musei e il giorno successivo alla Festa della Repubblica, il MAiO presenta nel suo torrione del XVI secolo e negli spazi di Cascina Casale, La Stazione delle Muse, un progetto innovativo e ambizioso perché volto a includere un pubblico giovane e meno avvezzo a questo tipo di fruizione.

Il valore culturale e sociale de La Stazione delle Muse ha reso il progetto vincitore, nel luglio 2017, del Bando Partecipazione Culturale di Fondazione Cariplo. In occasione dell’evento del 3 giugno, durante il quale i numerosi partner aderenti all’iniziativa cofinanziata da Fondazione Cariplo e dal Comune di Cassina de’ Pecchi presenteranno le loro attività finalizzate al progetto, verrà inaugurato il nuovo allestimento interattivo, con installazioni di realtà virtuale e un videogioco, entrambi volti a coinvolgere non solo i fruitori già appassionati, ma anche i ragazzi dai 13 ai 25 anni, a cui l’intero progetto si rivolge con particolare attenzione.

Al MAiO approda quindi una tendenza ancora poco diffusa in Italia, ma consolidata nei principali musei del mondo, di allargare e intrattenere il pubblico con le tecnologie digitali e i videogiochi. L’esperienza dello studio d’arte digitale Streamcolors, nato a Milano dalla ricerca artistica di Giacomo Giannella e specializzato nella realizzazione di video in ambiente 3d, installazioni interattive, videogames e applicazioni, si fonde qui alla tematica delle opere d’arte trafugate, su cui in Italia sono attivi, oltre ai Ministeri dei Beni culturali e degli Esteri, anche lo speciale nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale e l’analogo nucleo della Guardia di Finanza. Il nuovo allestimento interattivo diventa quindi un modo per raccontare con immagini e suoni un tema prezioso e attuale, anche perché l’Italia è ancor oggi la nazione più colpita da questo tipo di reato, tanto che si contano circa 55 furti al giorno, pari a circa 20 mila opere all’anno, che a loro volta portano un giro d’affari di 9,3 miliardi di euro.

La Stazione delle Muse è un progetto della durata di 24 mesi, con l’obiettivo di ampliare il pubblico del museo ma anche di strutturare il museo stesso con le professionalità coinvolte nel progetto: già il suo nome ha in sé il concetto di sosta, rievocando la funzione storica di Cassina de’ Pecchi, che in epoca romana era la prima tappa della strada che collegava Milano alla città di Aquileia, colonia latina dal 181 a.C., ed è rimasta un’importante stazione di posta per la sosta dei cavalli e dei viaggiatori fino al 1854, quando fu attivato il tronco ferroviario Milano-Treviglio. Il termine “stazione” sottolinea la volontà di rendere il MAiO un luogo dove fermarsi e vivere un’esperienza di tipo culturale, un’esperienza civile e tecnologica

L’ALLESTIMENTO INTERATTIVO

Sarà composto da due principali installazioni:

  • Il MAiO Play, un vero e proprio videogioco multiplayer dove gli utenti, all’interno di un cabinato arcade, esplorano ambienti gamificati e sbloccano contenuti culturali, sfidandosi tra loro. L’utente di questo gioco d’avventura (platform adventure) è una pallina che si muove all’interno di un ambiente tridimensionale onirico con i frammenti di memoria dei principali capolavori trafugati di artisti come Michelangelo, Raffaello, Botticelli, Luini, Canaletto, Bronzino, Tintoretto. Lo scopo è raccogliere più frammenti in meno tempo possibile per far uscire dal buio le opere trafugate e proseguire verso la luce di quelle recuperate, per cercarle e renderle visibili nella bellezza dei loro colori (tra le ritrovate, anche quelle già tornate nei musei di appartenenza, all’estero, ammirabili da tutti tramite il videogioco).
  • il MAiO Virtual Museum, con il quale l’utente viene condotto virtualmente all’interno di un’installazione in realtà virtuale che, con l’utilizzo dell’apposito caschetto VR, permette al fruitore di intraprendere un itinerario guidato all’interno di un video a 360°. Nella versione interattiva di questa installazione, l’utente può decidere di spostarsi virtualmente all’interno dell’ambiente onirico tridimensionale del MAiO per approfondire contenuti (foto e testi) che più lo incuriosiscono in una forma totalmente immersiva.

L’esperienza interattiva proposta al MAiO attraverso queste installazioni è pensata per essere facilmente replicata in altri musei. Infatti, il progetto prevede l’acquisto di un kit hardware e la riproduzione degli allestimenti di ambiente e di contenuto del MAiO, in modo che diventi una copia itinerante di se stesso.

L’INAUGURAZIONE

L’inaugurazione del progetto avverrà il 3 giugno, quando la piazza antistante al MAiO verrà intitolata ufficialmente a due Monuments man italiani: Pasquale Rotondi, storico dell’arte e Soprintendente delle Marche che durante la Seconda guerra mondiale diede ricovero e salvezza a 7.821 opere, tra le quali molte di importanza internazionale come la Tempesta del Giorgione e il Tesoro di San Marco, e a Guglielmo Pacchioni, protagonista del salvataggio delle opere d’arte di Milano, Bergamo e Treviglio. La cerimonia si svolgerà con la speciale presenza di Giovanna Rotondi, figlia del Soprintendente delle Marche ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, e di Ferdinando Zanzottera, Docente di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano esperto dell’operato di Pacchioni.
Non mancheranno musica, dichiarazioni autorevoli e sfide ai videogiochi, per intrattenere tutti i presenti.