A Bussero arriva lo spettacolo Terra di Rosa, la storia della cantante folk siciliana Rosa Balistreri

Terre di Rosa
Terre di Rosa

Continua a Bussero il calendario di iniziative della rassegna “Marzo al femminile”. Il prossimo appuntamento sarà venerdì 23 marzo, alle ore 21 presso l’Auditorium della Biblioteca di Bussero, con “Terra di Rosa – Vite di Rosa Balistreri”, uno spettacolo teatrale di e con Tiziana Francesca Vaccaro, dedicato alla storia della cantante folk siciliana Rosa Balistreri.

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Vincitore del premio “Stazioni d’emergenza IX 2017”, del premio “TeatrOfficina 2016” e della menzione speciale “Tagad’off 2016”, “Terra di Rosa” è la storia di una bambina che diventerà donna forte e coraggiosa, che non si adeguerà mai al ruolo di figlia e moglie fissato per lei dalla famiglia e dalla società. E’ la storia di una donna profondamente legata alla sua terra, la Sicilia.

Lo spettacolo nasce dall’incontro con la Cantatrice del Sud, Rosa Balistreri, e la sua storia. Figura decisiva del folk siciliano degli anni ’70, Rosa è tra i grandi protagonisti della riscoperta della canzone popolare che, grazie a lei, è tuttora apprezzata in tutto il mondo. Povera e orgogliosa, varcò i confini in cerca di fortuna, imparò a prendere una chitarra in mano e a gridare in faccia a tutti quello che pensava.

Cantava nei campi, in mezzo alla terra, sin da piccola Rosa, tra un raccolto e l’altro, mentre suo padre le diceva: “smettila cu stu cantu, i fimmini non cantunu, cantunu sulu i buttani!”. Cantava, e il marito la picchiava e gli uomini abusavano di lei. Cantava e cresceva Rosa, nella sua Licata mafiosa e fascista. Cantava di liberazione e rivoluzione, e il suo canto risuonava per tutta la Sicilia, come un urlo.

Urlo come racconto, memoria, strumento che disvela ciò che si cela dietro le consuetudini, le violenze quotidiane, la società sorda.

Una vita sempre in prima linea, senza cedere mai, scontrandosi e pagando di persona, il suo tempo e le sue regole, ma credendo fermamente nell’amore, crudele ma indispensabile, motore di una vita. Vogliu spaccari, spaccari li cieli pì fari chioviri, chioviri amuri.

Amore per la sua terra bella e amara, in cui le donne dovevano (e devono, purtroppo ancora oggi) restare al loro posto.

Una donna scomoda e fuori dal suo tempo, perché ne percepiva tutte le contraddizioni, le iniquità, le oppressioni, le discriminazioni di un patriarcato che metteva a tacere le donne, dividendole tra sante e buttane.

Donne che  esistevano solo in quanto “figlie di” o “mogli di” e che al massimo esercitavano un potere illusorio confinato tra le mura domestiche. Rosa che non si è mai adeguata, non ha mai incarnato il ruolo che famiglia e società avevano fissato per lei.

Rosa che impara a leggere e a scrivere all’età di 22 anni perché comprende quanto sia importante sapere, per non essere più schiava. Rosa che con la sua voce ha girato il mondo con i piedi sempre ben piantati nella sua terra d’origine, per non perdere mai il contatto con la vita, vita difficile, vita aspra, vita appassionata.

Vita non come vermi sotto terra, ma alla luce del sole. Vita che come quella dei vermi si spezza e si ricostruisce infinite volte. Rosa che il suo canto le resterà appiccicato fino alla fine. Canto e cuntu, cuntu e canto, pi nun perdiri lu cuntu. Cantare per non dimenticare il racconto, cantare per ricordare.

Nella vita di Rosa – racconta Tiziana Francesca Vaccaro – “Ho trovato il canto, canto come urlo, urlo come quello dei commercianti al mercato. Ma più di tutto ho trovato la vita, un attaccamento forte alla vita, uno spezzarsi e ricostruirsi sempre, al di là di qualsiasi terra. Ho scoperto una storia universale, una storia che non è solo di Rosa, ma di tutte le donne e di tutti gli esseri umani, di ieri e di oggi”.

La Vaccaro ha iniziato a raccontare questa storia in diverse forme (recital, spettacolo di narrazione, cunto, ecc.), in diversi tempi e in spazi insoliti, non canonicamente teatrali: case private, cantine, circoli arci, associazioni culturali, cooperative, centri sociali, centri occupati, centri per rifugiati di Milano hanno aperto le loro porte alla storia di Rosa Balistreri.

“Lo spettacolo si è trasformato ogni volta – spiega-, in base agli spazi (a volte molto limitati, altre molto ampi) e ai differenti gruppi di persone che andava a incontrare. In ogni luogo e con ogni spettatore c’è stato sempre un tempo dedicato alla condivisone di quello che si era appena vissuto insieme”.

Anche all’Auditorium della Biblioteca di Bussero, dove venerdì 23 marzo alle 21 andrà in scena “Terra di Rosa”, allo spettacolo seguirà un incontro con l’autrice/attrice per un momento di confronto su quello che si è appena vissuto.

Allo spettacolo di e con Tiziana Francesca Vaccaro, hanno collaborato Andrea Balsamo per le musiche, Giovanni Tuzza come aiuto regia, e Elena Mistrello all’illustrazione. L’evento è sponsorixxato dall’associazione “Libera della Martesana” ed è proposto a Bussero proprio in occasione della 23^ Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime innocenti delle mafie. Il costo del biglietto di ingresso è di 10 euro.