OMICIDIO CERNUSCO
GABRIELLA FABIANO UCCISA DA UN COLPO DI PISTOLA. SOSPETTATO L’EX MARITO

Foto di copertina  da Repubblica.it

È stato un colpo di pistola alla testa ad uccidere Gabriella Fabiano, l’autopsia ha rilevato il proiettile estratto dal corpo della donna. I sospetti ricadono sull’ex marito, Mario Marcone, 42 anni, un operatore ecologico residente a Pioltello. I carabinieri hanno perquisito questa mattina casa di Marcone, trovando elementi utili all’indagine ed ora sulla sua testa pende un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Milano.

Il movente non è ancora chiaro, ma l’ipotesi più probabile sembra essere la presenza di attriti all’interno della coppia. I carabinieri hanno anche perquisito la casa della vittima, nella quale però non hanno trovato segni di lotta o di violenze, per questo l’ipotesi è che Gabriella possa non essere stata uccisa nella propria abitazione. 

La donna, con due figlie ed un precedente matrimonio fallito alle spalle, da tempo viveva in difficoltà economiche, che la portavano a spostarsi di comune in comune: viveva nel centro di Cernusco, ma fino a poco tempo prima aveva vissuto a Carugate, assieme alle figlie ed al secondo marito, in una casa comunale, e per un po’ aveva gestito un negozio di vestiti usati per bambini in via Cesare Battisti.

 “È dovuta andare via ma, non sappiamo come mai – racconta un condomino della casa comunale di Carugate – forse per problemi economici. Mi pare che abbia divorziato anche dal secondo marito ma non ne sono sicuro”. La donna, dopo la separazione, aveva perso l’affidamento dei figli, con i quali non sembrava mantenere stretti rapporti, dato che né loro, né l’ex marito avevano ancora sporto denuncia per la sua scomparsa al momento del ritrovamento del corpo. 

Secondo gli inquirenti, inoltre, è possibile che altre persone siano coinvolte nell’occultamento del cadavere, dato che sarebbe stato difficile per una sola persona trasportare il cadavere nella cava e poi gettarlo nell’acqua. Il cadavere, ricordiamo, è stato trovato, a pelo di un laghetto, avvolto nel cellophane e legato a due blocchi di cemento armato che nelle intenzioni dell’assassino dovevano servire a tenere il corpo sul fondo del lago.

L’accaduto è stato commentato anche dal Sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini, il quale ha dichiarato: “Un fatto come questo turba la nostra comunità cittadina sia per la sua drammaticità che per la sua assoluta eccezionalità. Ai familiari della vittima vanno le condoglianze mie personali, dell’Amministrazione e di tutta la comunità che rappresento”.

DE SILVA e LAMPERTI