COLOGNO
PROCESSO RESIT: FACCHI A VISO APERTO PARLA ALLA SUA CITTA’. “ORA VOGLIO DIRE LA MIA”

“Ci tengo molto, nella citta’ in cui sono cresciuto e ho vissuto, a raccontare quello che vissi in quei terribili anni in cui ogni giorno era un combattere contro 1654161_10203249704948257_54666310_ntutti per poter smaltire i rifiuti. Una vicenda incredibile, ricca di intrecci infiniti, in cui tutti erano contro tutti. Politici, capipopolo, camorristi, servizi segreti, inquirenti, prefetti e tanti altri soggetti in un contesto di grande confusione. Per anni ho atteso il momento di raccontare l’esperienza di chi, come me, ha vissuto quei momenti e quelle vicende in prima fila”.

A parlare è Giulio Facchi, per il quale il PM dell’ antimafia di Napoli Alessandro Milita ha chiesto 30 anni di carcere nell’ambito del processo Resit, il più grande processo sull’ecomafia in Campania, che lo vede coinvolto in quanto sub commissario all’emergenza rifiuti in Campania all’epoca dei fatti (dal 1999). Un riassunto della storia lo abbiamo fornito giorni fa (qui l’articolo), ma ora è il diretto interessato, che insieme a Carpe Diem e Cologno Fuoridalcoro, ha organizzato un’assemblea pubblica per oggi Giovedi’ 16 Giugno alle ore 21.00 presso la saletta dello Spazio Rossini 33, in via Rossini 33.

“Fui coinvolto in indagini giudiziarie, cosa inevitabile per il ruolo di sub commissario che svolgevo, ma da subito ho scelto di difendermi dalle accuse e non dai processi -ha spiegato Facchi- Adesso le vicende giudiziarie sono al termine. Secondo qualcuno, che chiede per me 30 anni di carcere anche la mia vita e’ ormai al termine. Adesso credo sia arrivato il momento di provare a riflettere seriamente sulle responsabilita’, non seguendo la logica giudiziaria che estrapola e analizza fatti senza tenere conto del contesto, ma proprio mettendo a fuoco il contesto di quella realtà'”.

La serata sarà quindi una lunga chiacchierata di Giulio Facchi con i suoi concittadini e le persone interessante ad ascoltare un’altra chiave di lettura di questa storia, a comprendere un altro pezzo forse meno noto della faccenda, a farsi un quadro della vicenda giudiziaria inserendo nel puzzle anche il pezzo che sta in mano a Giulio Facchi, il quale, augurandosi di trovare riscontro e partecipazione dai colognesi, conclude: Vi prego di essere presenti nella serata del 16, datemi la opportunità, dopo anni, di esprimere la mia verità. Non sono né camorrista né amico di camorristi, non sono il colpevole dei disastri ambientali campani!! Agli amici, ai conoscenti, alle persone con cui ho diviso per anni passioni, battaglie e azioni politiche, ma anche ai molti “giudici” che, pur senza sapere, mi hanno dipinto in molte discussioni come un delinquente chiedo di essere presente giovedi 16. Per anni ne ho sentito di ogni, ho lasciato dire soffrendo e piangendo, adesso vorrei iniziare a dire la mia”.

(immagine di copertina presa da Napoli Today che ne detiene tutti i diritti)