CASSINA
SCALE MOBILI NELLE FERMATE DELLA METRO. DAL PD UNA LETTERA AL FUTURO SINDACO DI MILANO

Più di 400 firme in una settimana: questo è il momentaneo bilancio della petizione promossa da Andrea Parma, segretario del Pd di Cassina. L’obiettivo è dotare di ascensore e/o scale mobili le otto stazioni metropolitane della MM2, da Vimodrone a Gessate, per renderle accessibili a tutti.

Tra aprile e maggio Milano eleggerà il nuovo sindaco, «Così abbiamo scritto questa lettera ai candidati alle Primare del Centrosinstra, ai parlamentari della nostra zona e a Bruno Rota, presidente di Atmci ha spiegato il segretario cassinese- Inizialmente l’appello era stato firmato dai vari circoli del Pd della zona; per dargli maggiore forza, abbiamo poi deciso di accompagnarlo da una raccolta firme».

Nelle stazioni metropolitane in questione, il problema delle barriere architettoniche si trascina da tempo. Esattamente un anno fa vi avevamo parlato della mobilitazione di Francesca Murtas, cittadina di Cassina De’ Pecchi (qui); gli stessi sindaci dei paesi coinvolti, inoltre, si erano impegnati nel movimento “Salgo anch’io – no tu no!” (qui). Già sensibili alla tematica, quindi, i cittadini si sono mostrati subito disponibili. «Alcuni di loro –ci ha raccontato Andrea Parmasi sono addirittura proposti volontari per far firmare la lettera agli abitanti del proprio condominio». La raccolta firme proseguirà fino all’elezione del nuovo sindaco di Milano: per il mese di febbraio ci saranno banchetti informativi tutti i venerdì al mercato di via Papa Giovanni XXIII, mentre il sabato in piazza Europa davanti all’Unes.

Qualcosa comunque si sta già muovendo. Tra i parlamentari che hanno ricevuto la lettera, infatti, c’è anche la pioltellese Simona Malpezzi, (PD) che ha pubblicamente espresso il proprio sostegno attivo: «Il compito di un parlamentare –ha dichiarato- è fare in modo che i cittadini non abbiano bisogno di petizioni per sollevare problematiche che sono alla luce del sole. Il problema è già sottoposto all’attenzione di chi lo può risolvere».

L’iniziativa è partita da Cassina, ma presto si mobiliteranno altri Comuni come Bussero, Gessate e anche Cassano d’Adda, nonostante la metro non l’attraversi.

ANDREA AMATO