CARUGATE
IN ARRIVO “LA MARITATA”, NUOVA OPERA D’ARTE DONATA AL COMUNE

Si chiama “La Maritata“, è un’installazione verticale già esposta in Villa Reale a Monza in occasione del Festival degli Orti, con un valore culturale stimato intorno ai 60.000 euro, ed è stata donata al Comune di Carugate dalla Nuova Malegori, impresa che dal 1998 cura il verde cittadino.

L’opera è frutto dell’ingegno di Benedetta Tagliabue, architetto dell’importante studio spagnolo EMBT di Barcellona, che ha concepito questa struttura con materiali appositamente grezzi che richiamano il lavoro contadino: un basamento in cemento infatti, sorregge un’armatura di ferri sui quali sono installati piante e cesti di vimini, nei quali crescono la vite tipica delle zone brianzole, e diverse piante aromatiche e rampicanti. Proprio l’intreccio di vite e gelso (rappresentato dall’armatura), dà il nome all’opera, “maritata” appunto.

Quando l’installazione è stata presentata alla Villa Reale di Monza, noi eravamo presenti -ha spiegato il Sindaco Umberto Gravinadopo l’esposizione si poneva il problema di collocare l’opera, e a quel punto è venuto fuori il nome di Carugate. Servirà per abbellire la nostra cittadina”. 

Con ogni probabilità l’accettazione della donazione verrà approvata nel Consiglio Comunale di oggi 28 luglio, ma nel frattempo è certo che l’installazione verrà collocata nella rotonda all’ingresso della Via XX Settembre, quella che incrocia Via Guido Rossa. 

L’autrice Benedetta Tagliabue, figlia del consigliere d’eccellenza storia e giardini della Villa Reale, Ingegnere Pierluigi Tagliabue, ha così spiegato la sua idea: “Contavo per aiutarmi nel realizzare questo progetto, sull’entusiasmo dei miei amici e degli ex collaboratori locali e soprattutto sull’expertise di mio padre sulla storia della Villa Reale e sul suo giardino. Quindi Alessandra Pirovano, architetto e meravigliosa ex collaboratrice monzese, ha avuto una conversazione con mio padre ed abbiamo ricordato così molte storie sul Parco di Monzail susseguirsi dei disegni del giardino, dal Piermarini al Canonicae storie di coltivazioni. Ci è piaciuta in particolare la storia della “maritata”: la Vite e il Gelso che vivevano in simbiosila vite arrampicandosi attorno al Gelso, la vite che dava il vino e il gelso che alimentava i bachi e indirettamente produceva la seta. Questa storia è la fonte d’ispirazione del nostro allestimento, dove sono rappresentati i gelsi attorno ai quali si arrampica la vite anche se i gelsi questa volta son di ferro e la vite si appoggia a un banco di cemento. Molti cestini di vimini e cappelli di paglia appesi alla struttura ci avvicinano al mondo contadino, quel mondo bucolico che ricordiamo tutti perché, anche se non l’abbiamo vissuto, lo portiamo dentro”.

Una nuova opera d’arte di prestigio si appresta a fare il suo ingresso in città. Nell’immagine di copertina vedete il rendering eseguito dall’architetto Genghini, qui sotto uno schizzo.

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