Ultimo atto della mobilitazione dei sindaci: «Ora apriamo tavoli istituzionali»

I sindaci dei comuni si battono per l'eliminazione delle barriere architettoniche

È giunta al suo ultimo atto la mobilitazione dei sindaci di Bussero, Cassina, Gessate, Gorgonzola e Vimodrone, sostenuti da Cernusco, per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni della metropolitana, e per una riqualificazione dignitosa delle infrastrutture (qui).

Ieri 12 giugno a Cassina De’ Pecchi, la protesta si è arricchita di un ulteriore gesto simbolico. I primi cittadini, a partire da Massimo Mandelli, padrone di casa, hanno simulato una disabilità per cercare di toccare con mano la difficoltà nell’affrontare una scalinata, un ingresso difficoltoso, un gradino. Chi con un tutore, chi con le stampelle, chi con il bastone, o chi, come il sindaco locale, su sedia a rotelle, tutti hanno voluto testimoniare l’impossibilità di accesso ai treni.

LE TESTIMONIANZE DI CITTADINI E ASSOCIAZIONI
Ma accorse alla metropolitana, c’erano anche persone che convivono ogni giorno con la disabilità, come una giovane donna, che racconta: “Lotto per l’accessibilità della metropolitana da ventitré anni, perché penso sia indispensabile rendere un mezzo pubblico adeguato e agibile per tutti”. Le fa eco Edoardo Sambo, che nonostante importanti difficoltà motorie dice: “io fortunatamente, molto lentamente riesco ad arrivare in cima e prendere la metro, anche se con enorme fatica. Ma il problema è anche di tutte le persone anziane, delle donne incinta, di chi viaggia con borsoni e valige. Mi far ridere che ci sia un bel cartello che indica l’ingresso riservato ai disabili, e subito dopo parta una rampa ripida di 39 gradini“.

Accanto a loro sul piazzale, anche le associazioni Raggio di Luce, che da dieci anni si occupa di ragazzi con disabilità, e Cooperativa Progetto Filippide, ormai un riferimento tra le associazioni a sostegno di persone diversamente abili. “Questo è il nostro primo presidio contro le barriere architettoniche -ha spiegato Daniela Arceri, Vicepresidente di Raggio di Luce- ma la nostra protesta non è circoscritta a Cassina. Anche a Milano ci sono stazioni senza ascensori e con pedane rotte. Con l’arrivo di EXPO pensavamo in qualche investimento in più a riguardo“. Sulla stessa linea di pensiero Monica Lodato di Progetto Filippide: “Noi lavoriamo con ragazzi minori e adolescenti, e quando dobbiamo prendere la metropolitana è un grosso problema senza scale mobili. A questo punto speriamo questa protesta vada a buon fine dato che al raccolta firme fatta in passato non è servita“.

E in effetti Cassina si era già mobilitata tempo addietro, su iniziativa di una cittadina, Francesca Murtas e di altri residenti (qui), che era riuscita persino ad organizzare un’assemblea pubblica sul tema con l’Assessore Maran, prima che questi si tirasse indietro all’ultimo chiedendo più tempo per confrontarsi con i sindaci: “Da allora ho sempre chiesto notizie -spiega Murtas- ma non ho più ricevuto risposte. Mi auguro che ora la questione si sblocchi, perché questa è una battaglia per le libertà individuali e per il diritto all’indipendenza“.

COSA SUCCEDERA’ ADESSO
“La gente deve sapere che non ci fermeremo qui -ha detto il Sindaco di Vimodrone Brescianiniè importante che sappiano che siamo ancora accanto a loro a portare vanti questo battaglia, affrontando le cose insieme. Daremo conto alle persone di ciò che stiamo facendo via via che avremo novità”. 

Chiusa la settimana di manifestazioni, è dunque il momento di tornare alle trattative, al coinvolgimento della politica ad alti livelli. A tal proposito, il primo cittadino di Bussero, Curzio Rusnati, spiega l’evoluzione futura di questa protesta. “Ora l’obbiettivo è trovare una linea di finanziamento, e per questo ci incontreremo settimana prossima e punteremo chiaramente ad avere la Città Metropolitana come nostro referente, perché ormai ragioniamo nella logica della comunità di territori“. Rusnati torna sul discorso dei fondi da ricercare in un eventuale sblocco del patto di stabilità, che consentirebbe di utilizzare risorse ferme, per progetti mirati. “Come terza cosa faremo riferimento alla comunità europea, dove esistono già esperienze di simili progetti finanziati. Questa è una via più complessa, ma in quel contesto ci sono sicuramente risorse, e per questo abbiamo già contattato i parlamentari europei referenti Panzeri e La Toia per cercare di intavolare un discorso”.

Più incerta è la via dell’investimento esterno, o ancora quella delle compensazioni che ancora dovrebbero arrivare dalla Teem, ma comunque stavolta il carrozzone è partito e non pare intenzionato a fermarsi: “Adesso c’è bisogno della politica seria -ha chiuso Rusnatichi pensa che adesso ci fermeremo, si sbaglia di grosso, perché noi non molliamo stavolta. Apriamo subito un tavolo istituzionale con progetti di minima che ci diano l’idea di un costo da sostenere, e poi partiamo per attivarci concretamente”.

Ora come ora, l’unico riferimento concreto che i primi cittadini hanno davanti, è il progetto di riqualificazione della stazione cernuschese di Villa Fiorita, che vede un investimento di circa 1 milione di euro, per tanto è plausibile pensare che per stazioni di simile fattura, l’esborso possa essere identico, fatto salvo forse per Gessate, che presenta una situazione più complessa.

Dunque si chiude la parte manifesta della protesta istituzionale dei sindaci, che ora continueranno il percorso nelle stanze della politica, da cui dovrà sortire una soluzione definitiva e veloce.

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