UN CAFFE’ COL CANDIDATO
SEGRATE: PAOLO MICHELI, IL TERRITORIO, LA CULTURA E IL LAVORO PER UNA CITTA’ PIU’ UNITA

Paolo Micheli
Partito Democratico, Scelta Civica, Segrate Nostra, Sinistra per Segrate
Il programma

CHI È PAOLO MICHELI
40 anni, segratese doc, Paolo Micheli vive in città con la moglie e la figlia di 9 mesi. Laureato con master alla Bocconi, Micheli viene dal mondo del volontariato cattolico, oltre ad aver fatto il giornalista per molto tempo, ed essersi occupato di cinema. È coetaneo e amico dell’attuale premier Renzi, conosciuto durante gli anni dell’attività giovanile come boy scout. 5 anni fa fonda insieme ad alcuni amici la lista “Segrate nostra”  e ora si presenta alle elezioni comunali: “Siamo stati forse la voce più forte sul territorio nel cercare di raccogliere il grido di dolore per l’urbanizzazione che è stata fatta, eccessiva dal nostro punto di vista. Il nostro amore per Segrate, il nostro volerle bene è stato il punto di partenza per la formazione della lista”.

Tre anni fa è diventato consigliere regionale con la lista civica di Umberto Ambrosoli. “Il passaggio con Umberto Ambrosoli è stato fondamentale, non avrei mai pensato di fare politica nella mia vita. È stato un salto di qualità fondamentale. Da lì ho cominciato a fare politica davvero. E cosa inaspettata… Sono diventato competente”. E ora arriva questa candidatura a Sindaco, supportata da una larga coalizione di liste e partiti.

LA SUA SEGRATE
Segrate è un paese fatto da molti quartieri diversi fra loro, da qui l’idea di non avere una sede elettorale fissa ma un camper per muoversi sul territorio cercando di raccontare il nostro programma, attraverso 2 date in ogni quartiere: per ascoltare, valutare la situazione e poi presentare le nostre idee, seguendo un po’ il metodo scout che viene detto del vedere, giudicare, agire”.

Ed è girando tra i quartieri che è stato steso il programma elettorale. “Al primo posto c’è la difesa del territorio, perché non ci siano ulteriori costruzioni, bloccando la tendenza iniziata in questi anni, in qualche modo folle pensando alle situazioni rimaste a metà in quartieri come Boffalora, Village, San Rocco, Redecesio est. Poi c’è il lavoro: molte aziende importanti sono scappate negli ultimi anni, penso a Microsoft e Treemme, mentre l’amministrazione non ha fatto nulla per tenerle sul territorio, anzi complicando la vita del commercio locale. Terzo, la cultura: noi non vogliamo unire i quartieri attraverso i mattoni, ma attraverso la cultura, creando luoghi di incontro e scambio e investire nel campo. Infine, la partecipazione, quello che più mi sta a cuore, ed è quello che stiamo facendo in questi mesi di campagna elettorale. Abbiamo la percezione che questa amministrazione, magari per cattiva abitudine, si sia sempre più staccata dal rapporto con i cittadini”.

ORMAI IL WESTFIELD E’ COSA FATTA. COME GESTISCE IL CANDIDATO “IL TEMA DEI TEMI”?
Nei prossimi anni a Segrate arriverà il nuovo centro commerciale Westfield, quello che Micheli definisce “la madre” di tutti i temi a Segrate”. “Il grosso tema della prossima amministrazione sarà sicuramente questo, cosa significa il Westfield non solo come impatto urbanistico ma anche ambientale, economico e di traffico” spiega.

Un’opportunità per il territorio, ma potenzialmente anche per il malaffare. “Attenzione a cosa vuol dire Westfield, sono un miliardo di euro che atterreranno nel nostro territorio. È un’opportunità, ma so che c’è un rischio di infiltrazioni altissimo. Dal percorso politico con Ambrosoli ho acquisito una sensibilità spiccata per questo aspetto. Una delle ipotesi in campo è che mi farò aiutare per tutte le decisioni, in particolare relativamente agli appalti, da un magistrato”.

Come si è posto Micheli nei confronti del nuovo centro commerciale in passato, e come lo vede ora?
Io ho fatto parte di coloro che hanno contestato duramente questa operazione, per questioni pragmatiche, è eccessivo in mezzo alla città, oltre a tutte le conseguenze che ha sul piano viabilistico e del commercio locale. C’è anche una perplessità generale, i dati dicono che a livello mondiale questi grandi centri commerciali sono in difficoltà, temo che sia qualcosa che possa col tempo esaurirsi. Ma a questo punto chiunque dica di volerlo bloccare non avrebbe senso della realtà, il progetto è stato approvato a tutti i livelli di competenza. Segrate secondo me non aveva bisogno di questo centro commerciale. Quello che mi preoccupa è che il centro commerciale parta, parta male con mille problemi burocratici e che poi vada ad affossarsi”.

LA FRASE DEL CANDIDATO
“Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?”. I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?” (David Foster Wallace)