VIGNATE
VIGANTE SI CAMBIA TEME PER IL CENTRO DIURNO ANZIANI. MA IL SINDACO RASSICURA.

I consiglieri di Vignate Si Cambia, in un comunicato stampa, avevano annunciato di voler presentare un’ interpellanza per chiedere le intenzioni dell’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Paolo Gobbi della lista Insieme per Vignate, sul centro anziani.

Nel merito, Luigi Dedei capogruppo della lista civica all’opposizione, si riferiva alla collaborazione tra il comune e la Cooperativa Filo di Arianna per la gestione del centro diurno integrato “La Corte”, una struttura semi residenziale per l’accoglienza di circa 30 persone anziane di età superiore ai 65 anni, con patologie cronico degenerative, non autosufficienti, e quindi a rischio di emarginazione o con contesti familiari problematici.

Dedei sottolineava come la la scadenza della convenzione per il prossimo 26 giugno, e come l’amministrazione non avesse fatto conoscere le sue intenzioni circa un eventuale rinnovo. Per tanto, con l‘interpellanza si voleva impegnare tutto il Consiglio per la salvaguardia e il potenziamento di una struttura efficiente, garantendo così continuità e gli attuali livelli di qualità offerto nel centro diurno per anziani, centro che i cittadini di Vignate avevano certamente apprezzato verificando  in questi anni l’utilità dei servizi sia sanitari che di accoglienza, ospitalità e socialità realizzati.

La questione si è però smorzata subito con la replica del Sindaco Gobbi, che ha subito fatto capire come non ci sia nessun rischio per il Centro Diurno, del quale riconosce la centralità e l’importanza, e che il silenzio del momento è dovuto ad una scelta dell’amministrazione, che rimanda ad un bando l’assegnazione del gestore dei servizi, senza rinnovare la convenzione di default alla Cooperativa Il Filo d’Arianna, che avrà comunque una proroga alala cadenza, di modo che il servizio sia sempre garantito senza interruzione di continuità.

Potrebbe anche essere, come avvenuto già in più occasioni, che i rischi siano scongiurati anche per i dipendenti del centro, che potrebbero restare nella struttura anche all’arrivo di un nuovo fornitore del servizio.

FRANCA ANDREONI