HOCKEY CERNUSCO MASCHILE
UN PAREGGIO A SAVONA, IN CONDIZIONI PROIBITIVE, STA BENE A TUTTI

Domenica 19 aprile, il Cernusco B ha affrontato la trasferta di Savona, contro l’H.C. Liguria, tornando a casa con un punticino, dopo un 1 a 1 che tutto sommato non dispiace visto come si era messa la partita.

Tra le file del team, decimato da assenze e infortuni, si rivede Ardrizzi, che dopo tempo di stop dimostra ancora di saper giocare davvero molto bene, e di potersi impegnare a fondo.

“Sapevamo di andare a giocare in un campo impossibile -ha raccontato Giovanna Falchi, tifosa che segue da vicino la squadra- un bel sabbione in cui la palla non scorre e se si cade si rischia di farsi male, e il ginocchio di Carbonelli lo dimostra“.

Un campo ostico dunque, un vento fortissimo e temperature basse, rendono un match già di suo complicato, ancora più proibitivo. La partita è maschia, fisica, con frequenti scontri, ma i ragazzi di Cernusco non mollano un colpo in condizioni che rallentano molto la tecnica individuale. Nonostante la gran mole di possesso, il Ce’ non riesce a concretizzare, e sullo scadere del tempo, sul secondo e ultimo corto della loro prima frazione, i liguri si portano avanti di una rete.

Ritmo fotocopia per il secondo tempo, con parecchi cambi di direzione e il Cernusco che esalta i singoli con splendide azioni. a una di queste sortisce il pareggio, con Ardrizzi che si smarca bene, si invola in attacco e appoggia per l’accorrente Miozzi, bravo a farsi trovare la posto giusto e a insaccare l’ 1 a 1. 

E’ giallo verso la fine del match, quando uno spiazzo di Galbiati “ciccio” in porta, potrebbe regalare la gioia del vantaggio, non fosse che l’arbitro non convalida per non aver visto il tocco finale.

Si è conclusa quindi in parità una sfida che si presentava già dura e faticosa, e che regala però un pareggio che a questo punto del campionato può starci. “Adesso niente più distrazioni, il secondo posto può essere alla nostra portata, se ci concentriamo già da domenica prossima a Genova, ce la possiamo fare” Conclude Giovanna Falchi.