CERNUSCO
CONTROLLO DEL VICINATO: IL CITTADINO ENZO FALZONE ATTIVO PER PROMUOVERLO IN CITTA’

L’occhio del vicino è mille volte più attento di quello di una telecamera“.
Enzo Falzone, cernuschese, ha riassunto così la sua idea di portare anche a Cernusco l’esperienza del Controllo di Vicinato, progetto ormai diffuso in molte aree del nord Italia, che recentemente è stato discusso durante un’assemblea a Cassina De’ Pecchi (qui).

Falzone, che negli ultimi mesi è stato in prima linea schierato accanto all’Ospedale Uboldo in difesa della maternità, è da tempo un membro molto attivo del gruppo social “Sei di Cernusco Se...” e proprio dall’osservazione di molti post degli utenti, e da una sua vicenda personale, ha pensato di proporre all’amministrazione Comincini questa iniziativa.

Qualche anno fa dei ladri si introdussero nel cortile di casa mia e mi rubarono l’auto -ha raccontato Enzo- dopo qualche mese tornarono e questa volta entrarono proprio nell’abitazione, rubandomi vestiti e oggetti preziosi. La paura si sommò ad altra paura, e così iniziai ad installare un allarme esterno, telecamere di video sorveglianza collegate con al centrale operativa, inferriate e lampade che si illuminano al passaggio. Praticamente mi sono rinchiuso in carcere dentro casa mia, e ancora non mi sento sicuro“.

Dopo questa esperienza, e dopo aver raccolto le lamentele di furti e scassi di tanti altri residenti, una volta appreso dell’incontro di Cassina de’ Pecchi, Falzone si è convinto a voler portare il Controllo di Vicinato anche a Cernusco. 

Penso e reputo che sia interessante non solo per sventare furti e rapine e atti vandalici magari -ha raccontato- ma anche per recuperare un rapporto di buon vicinato, attento, come si faceva tanti anni fa… Cosa che ormai nelle giovani generazioni è dimenticata”.

Così la richiesta del cittadino è già arrivata sui tavoli del Sindaco Comincini e su quelli delle Forze dell’ Ordine, e lo stesso Enzo Falzone si farà promotore di un’assemblea libera e aperta ai cittadini, per informare sull’ Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, e su quello che comporta il progetto.

Ricordiamo che, come specificano sempre i promotori, si tratta di iniziative che muovono dall’esperienza americana del Neighborhood watch, e che rafforzano i rapporti tra residenti e forze dell’ordine ma che assolutamente non vogliono pensare al Controllo di Vicinato come a delle “ronde” dove i cittadini si fanno giustizia da soli inseguendo i criminali, fermando i ladri, o chiamando Carabinieri o Polizia Locale per ogni individuo con l’aria trasandata che magari ha solo avuto una giornata difficile.

Il Controllo di Vicinato passa molto dalla responsabilità degli individui nel segnalare unicamente effettive situazioni ambigue e di potenziale pericolo. E’ proprio da qui che nascono le perplessità di chi è contrario a questa esperienza. Laddove il progetto no fosse assunto come presa di vera responsabilità, si incorrerebbe nel pericolo che alcuni cittadini possano scambiare il Controllo di Vicinato come un mezzo per segnalare anche piccolezze, o individui che non stanno compiendo reati ma semplicemente appaiono agli occhi di chi li incrocia, pregiudizialmente “poco raccomandabili”.

Ma come sottolinea anche Falzone, non si tratterebbe di “pattugliare” le strade dai propri balconi, ma semplicemente il compito dei residenti “deve essere esclusivamente quello di segnalare alle forze dell’ordine un auto sospetta o dei movimenti sospetti che vediamo nel nostro palazzo, nella nostra via, nel parcheggio sotto casa mentre rientravo…“.

Se poi passasse questa proposta, i quartieri e le vie aderenti al progetto, dovrebbero esporre il cartello di segnaletica apposito, pensato dall’ Associazione e ormai apparso in molte città lombarde (immagine di copertina)