RAGAZZI FUORI DAL COMUNE
LA STORIA DI IMAN ABDULLAHI, 19 ANNI, DA AGRATE A LONDRA

Iman ha sempre avuto una certezza nella vita: un giorno sarebbe partita, avrebbe lasciato l’Italia e sarebbe andata a vivere nella città dei suoi sogni. E non ha neanche atteso la fine della scuola superiore per realizzare il suo più grande desiderio, lasciando la sua casa di Agrate per trasferirsi a Londra. Perché Iman è fatta così, è una diciannovenne affamata di mondo.

Genitori originari della Somalia, Iman Abdullahi è nata e cresciuta in Italia.
Dopo aver frequentato per quattro anni l’ITC Leonardo da Vinci di Cologno, capisce che è arrivato il momento di partire e acquista il suo biglietto sola andata per la capitale inglese. “Ho deciso di finire le scuole superiori qui a Londra in modo da ambientarmi prima e capire già come è fatta la città. La mia fortuna è stata quella di avere dei parenti che abitavano già qui e che mi hanno aiutata molto. Infatti attualmente abito con mia nonna materna”.
Una volta concluse le superiori, Iman si è iscritta all’università e ora frequenta il primo anno di scienze della formazione alla University St. George di Londra.

I dati parlano di circa 600mila italiani presenti stabilmente nel Regno Unito, di cui la metà nella capitale e di questi il 60% ha un’età inferiore ai 35 anni.

E mentre lì diventa sempre più d’attualità il discorso relativo all’immigrazione di persone provenienti da altri paesi europei, che secondo alcuni ha saturato completamente la disponibilità che il Paese può offrire, Iman parla della sua come di un’esperienza del tutto positiva. “Non ho avuto alcuna difficoltà ad ambientarmi, mi sono subito trovata benissimo. Qui ti accolgono a braccia aperte, ti aiutano volentieri in ogni cosa, che si tratti di documenti, di lavoro o di qualsiasi altra esigenza”.

Fra tutte le cose che hanno sorpreso Iman al suo arrivo, due l’hanno colpita in particolare: il lavoro e il trasporto.
Ci sono un sacco di opportunità di lavoro anche se sei straniero, senza alcuna discriminazione. Ovviamente l’importante è dimostrare di avere competenza e soprattutto di conoscere l’inglese. Per quanto riguarda il trasporto, puoi davvero girare tutta Londra con la metropolitana. Le sue 13 linee ti portano ovunque, non hai alcuna difficoltà a spostarti in città”.

Genitori stranieri in Italia, lei straniera a Londra: il confronto nasce spontaneo. “Esistono vistose differenze fra l’essere straniero in Italia o in Gran Bretagna. Qua è possibile la convivenza fra etnie diverse, ci sono moltissimi stranieri. Anzi, non usano neanche la parola “stranieri”. Mentre in Italia… in Italia si sa. Una persona con la pelle scura fa più fatica ad integrarsi”.

Come ogni città del mondo, anche Londra ha i suoi difetti, che per un italiano non possono che essere nella cucina:
Sento molto la mancanza dei piatti tipici italiani, come pasta e pizza. Ma anche semplicemente di piatti normali. Mi spiego meglio: Londra, purtroppo è, dopo le città statunitensi, quella che nel mondo conta più fast food. Mc Donald, Burger King, KFC e altri sanno sempre come spingere la gente a fermarsi per mangiarsi un boccone. Posso consolarmi solo nella mia pizzeria italiana di fiducia, “Franco Manca” dove ormai persino i camerieri mi conoscono”.

Il rapporto tra gli inglesi e l’Italia si potrebbe riassumere in un “Odi et amo”. “Mi ha colpito tantissimo il fatto che a tanti inglesi piacerebbe imparare la lingua italiana! Ovviamente amano moltissimo il nostro cibo, invidiato da tanti nel mondo. Al tempo stesso però ci vedono attraverso il classico stereotipo degli italiani “pigri”, perché nonostante sentano da parte nostra provenire sempre lamentele, nel corso degli anni non ci sono mai stati cambiamenti per migliorare realmente le cose”.

Quando pensa a cosa porterebbe a Londra dall’Italia, Iman non ha alcun dubbio: “Se mio fratello fosse qui, sarei molto ma molto più sollevata, contenta e rilassata. Con lui tutto mi appare più facile e meno faticoso”. E riguardo al suo futuro dice: “So che tornerò in Italia, ma accadrà molto più avanti. Voglio prima finire l’università, lavorare e fare tante altre cose qui. Insomma, voglio vivere appieno la città dei miei sogni. Ma l’Italia resta sempre casa mia, e a casa alla fine si ritorna sempre”.

Se vi siete persi il primo appuntamento della rubrica dei nostri “Ragazzi fuori da comune”, qui l’intervista a Matteo Vitali, carugatese che abita a Dubai.