COLOGNO
LA FAVOLA DEL DIPENDENTE DI BANCA CHE SOGNA DI FARE IL PROF…. E CI RIESCE

Arriva una telefonata che in un’ora gli impone una scelta radicale,
ma quella telefonata l’aspettava da una vita, e così Maximo Ronzoni, da 48 anni affascinato dal mondo accademico, lascia un lavoro in banca e diventa il Professor Ronzoni, insegnante di matematica all’ ISIS Leonardo da Vinci di Cologno.

Dovendo farla breve potrebbe bastare questo, per rendere l’idea di una vita piena di colpi di scena com’è stata sino ad ora quella del Prof. Ronzoni, che ancora si volta per capire se si sta parlando davvero con lui quando lo si chiama Prof.

Una vita in viaggio attraverso l’Italia, dalla Calabria all’Appennino Reggiano fino a Pavia e a Cologno Monzese; un viaggio fatto di possibilità avute e occasioni create, ma sempre con una frase costante come sfondo ad ogni impiego: “io nella vita farò altro”.

Che avrebbe fatto altro, Maximo Ronzoni se lo è ripetuto mentre svolgeva il suo primo impiego in banca a 25 anni, fresco di laurea in economia e con una gran voglia di farsi valere tipica di chi è giovane e ha il mondo in tasca: “Facevo il militare e mi è arrivata questa proposta che all’epoca mi sembrava davvero un’ottima occasione –ha raccontato il Prof- ma all’inizio è stato frustrante. Le mie aspirazioni sono finite tra scartoffie, documenti e lavoro di archivio, e sempre mi ripetevo che nella vita avrei fatto altro. Quel lavoro però mi è servito per farmi un bagno di umiltà di quelli necessari”.

Proprio quel lavoro gli vale un posto con più responsabilità in una filiale nella provincia di Reggio Emilia, che dopo poco deve lasciare per tornare in Calabria, richiamato ad un altro avanzamento di carriera ma a tutt’altra vita: “Lavoravo sette giorni su sette chiuso in banca, mi sentivo a disagio nella città dov’ero cresciuto, mi sentivo schiacciare –ha continuato il prof Ronzonie così mi sono licenziato”.

Chiusa una porta si può spalancare un portone, e in questo caso era quello dell’Università di Cosenza, dove Massimo aveva studiato e dove è tornato come docente con un contratto a progetto per insegnare Informatica per l’Economia. Qualcosa di molto simile al sogno, che però finì prestissimo “perché si sa come funziona in ambiente universitario”, dice.

L’esperienza in Università spinse il non ancora Prof. Ronzoni, a tentare il concorso per insegnanti in Lombardiadove le scuole erano molte e le possibilità maggiori” ha spiegato. Valige di nuovo pronte, destinazione Milano.
Era il 2000. Senza una risposta arrivata dal Provveditorato dopo quel concorso, pensieroso su una panchina di un parco, Massimo trovò su un giornale un annuncio lavorativo cui rispose, e in men che non si dica, si ritrovò di nuovo in Banca, nel milanese, di nuovo lontano dalla scuola.

Quando ormai la routine sembrava assodata, nella tasca di Maximo Ronzoni un mattino della primavera 2014 squillò il cellulare: “Qui provveditorato, un posto ci sarebbe, a Cologno, inizia a settembre. Risposta entro un’ora”.
Non è questa la trascrizione fedele, ma questo è quanto di quella conversazione, dev’essere rimasto appuntato nella mente.

E in un’ora la puoi cambiare la tua vita a 48 anni, in nome di un sogno?
Ebbene sì, puoi, soprattutto se in ogni tuo lavoro, ti sei sempre ripetuto che avresti fatto altro.

Così a settembre, il Professor Ronzoni ha avuto il suo “secondo primo giorno di scuola”, per il quale “ho dovuto studiare tantissimo durante l’estate, mesi nei quali non ho fatto che pensare a quel primo giorno”.
E a settembre ha avuto anche la sua prima ora di lezione, il suo primo stare dall’altra parte della cattedra, e subito gli è stato chiaro a cosa stava andando incontro: “Fare l’insegnante oggi come oggi è particolarmente difficile –ha detto- i ragazzi sono sempre più fragili, attraversati da contesti sempre più difficili, e all’insegnante vengono richieste qualità umani relazionali altissime più che in passato. Bisogna cercare di farsi riconoscere e accettare innanzitutto come persone prima ancora che come insegnanti, far cadere quell’atteggiamento di sfida con cui i ragazzi si pongono. Allora forse, dopo che ti avranno accettato come uomo, puoi pensare che ciò che insegnerai resterà in ognuno di loro, anche la matematica!

Dunque, anche per quelli come chi vi scrive, che di matematica hanno sempre capito poco, non è difficile apprendere la lezione che arriva dal Prof Ronzoni, che a 48 anni sceglie il sogno di una vita piuttosto che il guadagno economico, che lascia una retribuzione ottimale per una inferiore, che lascia il certo per l’incerto…

E si sa come diceva quella poesia della Medeiros:
Lentamente muore chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno…”