MARTESANA 2.0
SIETE GIA’ STATI NEKNOMINATI ? IL PERICOLO DELLA SFIDA ALCOLICA CHE FA TENDENZA, E’ SOTTOVALUTATO IN MARTESANA

Si chiama “Neknominate” e come tante tendenze l’abbiamo importata dall’estero.
In italia la chiamiamo anche “Birra alla goccia“. Ora vi è più chiaro di cosa stiamo parlando ?

 

NEKNOMINATE, COS’E’
La Neknominate è una sfida alcolica che impazza sui social network (oltre 37.000 contatti per la pagina Facebook) Ci si filma mentre si beve alla goccia (ndr: tutto d’un fiato) almeno mezzo litro di alcool, super alcolici, birra, vino, cocktail fatti in casa e così via. Prima del gesto, si nominano altre tre persone che in 24 ore dovranno accettare la sfida e fare la stessa cosa. In Italia ci sono alcune varianti che si concentrano soprattutto sulla birra, e finiscono sotto il nome di “birra alla goccia” concludendo la sfida con un “sai fare di meglio?”.

 

ITALIA E MARTESANA
Prima di entrare nel merito di come è nata e come si sta diffondendo la Neknominate. Vi diciamo subito che è un fenomeno non lontano dalla nostra realtà. In Martesana questa tendenza non è ancora a livelli allarmanti, ma sta iniziando a diffondersi a macchia d’olio. E’ partita come una goliardata tra amici rugbisti, che come è noto però, sono soliti per tradizione chiudere i loto terzi tempi con una pinta tra amici e non c’è nulla di male. Inoltre, mezzo litro di birra bevuto da un uomo adulto di oltre cento chili, non ha lo stesso effetto se trangugiato al volo da un ragazzino . Così la versione social di quello che un tempo, in casa di amici, si chiamava “capitan baffo”, è finita per prendere una strada pericolosa, coinvolgendo giovani ventenni, adolescenti minorenni, e persino un consigliere comunale di Cernusco è finito tra i nominati e tra i nominanti. L’ultimo video postato su Facebook, è di un giovane carugatese, che si filma mentre beve d’un fiato un bicchiere di scotch whisky, e nomina altri tre amici. E’ evidente come sia un fenomeno nato per gioco, i cui rischi sono molto sottovalutati, soprattutto a fronte di quanto sta accadendo a livello nazionale. Si possono già affidare alla cronaca alcuni casi italiani di giovani ricoverati sulla soglia del coma etilico, come è accaduto, tra gli altri, ad un ragazzo di Agrigento (leggi qui). In Inghilterra e Irlanda sono già 5 i giovani morti dopo aver accettato la “neknomination”, tra cui, l’ultimo, un giovane rugbista di 20 anni di Cardiff (leggi qui) morto cinque giorni dopo essersi scolato un mix di alcolici. In America il numero delle vittime cresce e non si contano i ricoveri per abuso di alcol.

 

DA DOVE VIENE, E IL PRESUNTO, MA RIDUTTIVO, LEGAME COL RUGBY
C’è chi vuole la Neknominate originaria dell’Australia e poi diffusa in America e in Europa, e chi invece la fa partire da due gesti sconsiderati di due rugbisti poi presi ad esempio, uno dei quali è il famoso Steven Luatua degli All Blacks, è stato costretto a scusarsi dopo essere stato filmato “mentre versava birra in bocca a un ragazzo ad una festa privata, seguendo la Neknominate –come riportato dalla pagina Facebook GossipRugby – Voglio scusarmi, con il senno di poi avrei dovuto agire in modo più responsabile. Mi sono trovato in una situazione compromettente in una festa privata e ho fatto una scelta sciocca. Sono consapevole di quello che questo gioco sta portando e certo non giustifico il bere eccessivo e pericoloso” ha dichiarato Luatua.

 

IL PERICOLO NON E’ SOLO L’ABUSO DI ALCOLICI
Sembra paradossale, ma non è solo l’abuso di alcolici il dramma che sta dietro ad un gioco diventato un pericolo virale da social network. L’alcolismo precoce, i danni alla salute oltre al rischio di vita, sono senza dubbio i primi pesanti effetti a cui può condurre la Neknominate, o Birra alla Goccia, se chiamarla così serve a farla sentire una realtà più vicina. Il nonnismo, il bullismo, sono strettamente legati a questa moda. Il bulletto che sfida il ragazzino più fragile, che per farsi accettare non trova il coraggio di rifiutare pubblicamente la competizione. Perché oggi giorno, le derisioni dei prepotenti non si limitano più ai corridoi della scuola, ma continuano senza fine su Facebook, Twitter, blog e youtube, amplificando all’ennesima potenza lo smarrimento dei più fragili. In Inghilterra addirittura un bambino di 10 anni è stato sfidato per essere messo alla prova.

 

FUORIDALCOMUNE NON SI BEVE IL CERVELLO
Come quotidiano online, siamo strettamente connessi al mondo dei social network, e le nostre radici sono molto inserite nelle realtà giovanili. Per questo abbiamo rintracciato la diffusione di una tendenza che inizia a radicarsi nei nostri paesi e tra i giovani della Martesana. Ci sembra davvero, che quello che una volta era un gioco tra amici, uscendo dalle taverne e finendo sui social network sia diventato un pericolo fuori controllo. Perciò vi abbiamo raccontato questo nuovo fenomeno, ma torneremo sull’argomento…

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