CARUGATE
70° DELLA RESISTENZA PER LA LIBERAZIONE, L’ANPI LOCALE LO RICORDA GUARDANDO AI GIOVANI

Dal periodo 1943-1945, sono passati ormai 70 anni, e anche per questo la prossima assemblea locale dell’ A.N.P.I. fissata per domenica 16 marzo alle ore 9.00 presso l’ ARCI Area di Via Garibaldi 26, si caricherà di una valenza particolare.

Dopo così tanti anni trascorsi da quei tempi di guerra e resistenza, e dopo i continui mutamenti culturali e sociali del nostro paese, perché è ancora così importante ricordare quei momenti ?
Per Guido Verderio dell’ ANPI carugatese, la risposta sta nello stretto legame tra Costituzione, pietra fondante del nostro paese, e Resistenza, come si legge in una nota per l’assemblea: “La Costituzione, nata dalla lotta di Resistenza, è la casa comune che ha consentito al popolo italiano, dal dopoguerra a oggi, di affrontare problemi del paese salvaguardando, nell’essenziale, la pace, la libertà, i diritti fondamentali degli individui […]  per questo, merita di essere conosciuta più di quanto già non lo sia. Oggi, purtroppo, molti principi e diritti sanciti dalla Costituzione sono oggetto di attacchi senza precedenti come, ad esempio, la libertà di voto, il diritto al lavoro, il diritto di sciopero. La nuova stagione dell’ANPI dovrà quindi avere, tra i propri compiti, quello di essere più vicina ai cittadini recuperando la memoria tramite un’azione di diffusione dei principi ispiratori della nostra libertà e della nostra democrazia”.

Ma una grossa difficoltà delle varie sedi dell’ ANPI, è riuscire ad entrare in contatto profondo con i più giovani, ricordare loro importanza di alcune lotte ma soprattutto l’importanza degli esiti che quelle lotte hanno portato, cercando di ascoltare e comprendere: “Pur essendo doveroso continuare a non dimenticare -si legge ancora nella nota di Verderio- ciò non basta più, soprattutto se poi ci si rinchiude nelle stanze dei convegni e delle conferenze dove, per lo più, partecipano le solite persone informate e consapevoli. L’ANPI, a mio parere, dovrebbe dialogare maggiormente con le ragazze e i ragazzi, studenti e lavoratori, precari e disoccupati, dovrebbe coinvolgere e stimolare il confronto anche verso i giovani che hanno posizioni diverse e non sempre condivise o condivisibili. Dialogare significa ascoltare e non soltanto fare pedagogia