Un negozio “fuori dal comune”. Nulla si butta ma tutto si ripara: Quando l’arte e la passione per “aggiustare” diventano un prezioso mestiere

Messaggio PromozionaleUna dote è  un particolare talento o abilità che, invece di essere appresa attraverso un lungo e difficile percorso di studio e pratica, si presenta come innata o che comunque viene appresa in modo semplice e spontaneo.

Esistono persone dotate in tutti i campi, nelle scienze, nello sport, nelle arti, Gianni Buono, vive a Carugate e ha un talento innato nel capire come funzionano le cose. Per anni ha lavorato come tecnico nei cantieri edili, poi con la crisi del settore immobiliare ha sfruttato il suo dono per inventarsi una nuova attività, Triparo.

Da un anno nel centro di Carugate in via Cesare Battisti 53 è nato un negozio officina, specializzato nella riparazione di qualsiasi tipo di oggetto, elettrodomestici, orologi, televisori, pc, qualunque cosa che abbia un  ingranaggio che abbia smesso di funzionare, qui riprende vita.

Quando si entra più che a un negozio ci si trova davanti ad un laboratorio, elettrodomestici completamente smontati, schermi al plasma, che privati della loro corazza, svelano labirinti di circuiti e cavi che farebbero venire da piangere anche al miglior tecnico.

Gianni Buono - Responsabile del negozio "T-Riparo" di Carugate

Abbiamo incontrato l’artista per svelarne i segreti:

Qual ‘è la caratteristica più importante per fare il tuo mestiere?

Per me è stata fondamentale la curiosità. Mi sono sempre chiesto il perché delle cose, non mi bastava capire come gli strumenti si usavano, dovevo capire come funzionavano. In casa mia non entra niente senza che io non la abbia aperto e non abbia capito come funzioni.

Ma è una dote innata o è data dall’esperienza?

Il piacere per capire come funzionano le cose ce l’ho sempre avuto, mia madre dice che da piccolo smontavo e rimontavo ogni giocattolo ed ogni cosa della casa, poi chiaramente la logica la si apprende con gli anni.

Però gli oggetti che hai qui sono diversissimi, è possibile capire la logica di tutti?

Basta avere pazienza si arriva a tutto. Nel 2000 non sapevo neanche come si ci accendeva un pc, poi ho cominciato a studiarlo a comprare riviste su riviste per capire i meccanismi interni che facevano si che con un clic si aprisse una finzione piuttosto che un’altra. Ho sempre ragionato più da produttore che da semplice utente.  Poi oggi con i forum sul web puoi trovare la soluzione ad ogni problema.

Ma non hai sempre fatto questo mestiere?

No, il mio lavoro è sempre stato un altro,  per 31 anni mi sono occupato di montare gru, ho lavorato per le più grosse aziende e lavorando con loro ho girato mezzo mondo, India, Pakistan,  Jugoslavia, Sierra Leone e molti altri paesi. A volte capitava che per la carenza di materiale bisognava avere un po’ di inventiva e arrangiarsi con quello che si aveva. Anche in cantiere capire il reale funzionamento delle cose è sempre stato fondamentale.

Poi cos’è successo?

Per anni di lavoro ce n’è stato in abbondanza, poi è arrivata la crisi e nel 2010 il mercato edilizio si è paralizzato. Così io e mia mogli abbiamo deciso di re inventarci sfruttando la mia esperienza e ad aprile dello scorso anno è nato Triparo.

 Come sta andando?

Bene, con la crisi la gente ha cominciato ad essere più parsimoniosa e invece di comprare  il nuovo modello ha cominciato ad aggiustare il vecchio, soprattutto quando il risparmio è evidente. In molti casi si tratta di piccoli malfunzionamenti per i quali non conviene cambiare tutto il prodotto. Se si tratta di oggetti di piccola media dimensione lo portano qui o lo ritiriamo noi, se si tratta di impianti o sistemi di automazione vado direttamente in loco.

Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere un mestiere come il tuo?

Guarda il consiglio migliore che si possa dare è quello che ha dato Steve Jobs,  “Stay hungry stay foolish “, la pazzia è fondamentale almeno quanto la fame di curiosità. A volte l’eccessiva meticolosità rallenta il processo di apprendimento, a volte, quando si sta imparando, è utile sbagliare e riprovare cercando di affidarsi non solo alla precisione ma soprattutto all’istinto.