PESSANO – Racket: in manette i “fratelli Giacobbe”. Nel mirino delle estorsioni, commercianti e cittadini

Chi fossero i fratelli Giacobbe, i cittadini di Pessano e della martesana lo sapevano già da tempo, almeno da quando nel 1992, fu arrestato Salvatore Giacobbe con l’accusa di associazione mafiosa, uomo di punta che secondo gli inquirenti avrebbe operato per conto del noto clan Piromalli.

Proprio in nome e per conto del padre Salvatore  agivano i fratelli Giacobbe, che avevano messo appunto un vero e proprio sistema di racket ai danni di imprenditori e privati cittadini.

Antonio Giacobbe, 36 anni, autista, residente a Lissone, e il fratello Carmelo Salvatore Giacobbe, 29 anni, di Brugherio, sono stati arrestati dai carabinieri, insieme ad un complice, Salvatore Domenico Barberi, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, danneggiamento, violenza privata e lesioni.

Il fratello Vincenzo, 33 anni, era già in carcere da un anno, da quando nel settembre del 2011, era partita l’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Cassano D’Adda, del gruppo di Monza, scattata dopo la denuncia di una vittima che ha portato al suo arresto in flagranza di reato.

Da li’ sono partite le indagini che hanno portato all’esecuzione della misura cautelare per quattro persone.

Sono 5 le vittime accertate per il momento, ma secondo i dati delle forze dell’ordine il numero salirebbe almeno a 10.

Il copione era sempre quello.

Dopo aver avvicinato e stretto amicizia con alcune persone, cominciavano a chiedere piccoli prestiti per pagare bollette o saldare debiti ma, con il passare del tempo, le richieste diventavano sempre piu’ numerose e pressanti e raggiungevano anche il migliaio di euro.

Oltre ai prestiti le vittime erano obbligate a noleggiare macchine, cambiare assegni, aprire assicurazioni a loro nome e, in un caso, a prestare una casa in Veneto alla banda. Se qualcuno tentennava o rifiutava, veniva portato a casa dei malviventi, minacciato e picchiato.

I carabinieri hanno stimato un totale di estorsione di circa 200mila euro.

Un fenomeno sempre più preoccupante quello del racket e dell’associazione mafiosa in martesana che nel corso del 2012 ha portato all’arresto di nomi illustri del mondo della criminalità organizzata