CASSINA DE’ PECCHI – “Ho sparato per legittima difesa”. I colleghi del Nucleo operativo smentiscono la tesi dell’agente Amigoni

Una moglie, un figlio di 2 anni, una carriera nell’èlite della polizia locale di Milano, e una tranquilla dimora a Cassina de’ Pecchi.

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Ma lunedì pomeriggio la vita Alessandro Amigoni è cambiata per sempre quando alle porte del parco lambro,  dalla sua Beretta 84F è esploso un colpo mortale che ha trapassato il torace da parte a parte all’altezza del cuore  di Marcelo Valentino Gomez Cortes.

«Ho visto il complice con una pistola, la puntava verso di me. Non avevo scelta»Queste le parole dell’agente che tuttavia sembrano non trovare riscontro nelle dichiarazioni dei suoi colleghi che erano presenti al momento del fatto: “I malviventi non avevano nessun arma”. Ma poi chiedono di non accanirsi contro il loro collega che viene dipinto da alcuni come un bravo poliziotto che ha sempre rispettato la disciplina e  i suoi superiori.

Certo la vita nel nucleo operativo non dev’essere facile. Senza divisa, ma solo con un giubbotto antiproiettile e la pistola infilata fra la cintura dietro la schiena i 53 agenti tutti sotto i quarant’anni che fanno parte del corpo speciale, rischiano la vita ogni giorno in prima linea contro il crimine.

Ma le circostanze in cui Marcelo Valentino Gomez Cortes ha perso la vita sono ancora poco chiare.

Di sicuro Amigoni su consiglio dei suoi legali è tornato ad essere un vigile d’ufficio dietro la scrivania, abbandonando per il momento ruoli più operativi.

Non è mancata nemmeno la solidarietà del  Sulpm, il sindacato di Polizia con il maggior numero di iscritti  «Se Amigoni non ha agito secondo la procedura pagherà per quello che ha fatto. Ma non accettiamo questo gioco al massacro – ha commentato  Daniele Vincini, segretario del Sulpm“.

Gli fa eco Alfredo Masucci della Cisl  «È morta una persona, non doveva succedere  È giusto riflettere. Ma non siamo banditi, non lo siamo mai stati».

Ma c’è anche qualche agente con più anni di servizio che non la pensa così: “Si tratta di ragazzi esaltati, poca strada e poche chiacchiere. Sono giovani, non hanno esperienza. Pensano di fare i poliziotti, ma non hanno né l’addestramento né le capacità»

La passione per le armi non è mai stata un mistero per l’agente Amigoni, lo conferma anche una sua foto sul social network facebook, ma lunedì pomeriggio non si trattava di una partitella a softair con gli amici, quella era la realtà e una persona al parco lambro ci ha lasciato la vita.