SEGRATE – Per il rispetto delle Istituzioni, comunicato stampa delle liste civiche e dei partiti di minoranza di Segrate

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato dei partiti e liste civiche di minoranza Insieme per Segrate, Italia dei Valori, Partito Democratico di Segrate, Segrate Nostra.

La stragrande maggioranza dei regolamenti assembleari moderni hanno incorporato al proprio interno spazi per i compiti di controllo delle opposizioni (question time) e perché l’assemblea possa essere informata con precisione di problemi e attività e quindi prendere orientamenti anche in variante di quanto deciso dall’esecutivo.

Questo orientamento era stato recepito ovviamente anche dagli stilatori del Regolamento Consigliare di Segrate. In particolare, era stato Raffaello Pieri a guidare l’ufficio di presidenza che ha composto il vigente regolamento e, a distanza di anni, la modernità e la stabilità del regolamento non era stata mai messa in dubbio.

Non solo, negli anni passati altri Comuni che hanno dovuto rinnovare il proprio regolamento consigliare hanno utilizzato come modello proprio il regolamento di Segrate, riconosciuto per equilibrio e stabilità. L’ex Presidente del Consiglio Comunale di Peschiera Borromeo, Francesco Ortugno, di parte politica opposta rispetto a quella in cui militava allora Pieri ci dice: «Il Regolamento Consigliare di Segrate era riconosciuto da tutti i Presidenti dei Consigli Comunali della Zona per modernità e bilanciamento dei diritti/doveri dei consiglieri. Anzi, ricordo che al Coordinamento Regionale dei Presidenti dei Consigli Comunali veniva citato come un’avanguardia. Io stesso ne ho preso spunto ».

Improvvisamente, nella ultima riunione di capigruppo consiliari di Segrate, giovedì 17 novembre, PDL e Lega hanno proposto delle modifiche sostanziali del Regolamento del Consiglio Comunale per quanto attiene a mozioni e interrogazioni con l’obiettivo evidente di togliere alla opposizione spazio, voce e visibilità.

PDL e Lega intendono soprattutto eliminare l’art. 78 del Regolamento che prevede che una volta al mese si tenga una riunione straordinaria del Consiglio dedicata esclusivamente a mozioni e interrogazioni, nelle quali cioè Sindaco e Assessori sono tenuti a confrontarsi con le domande e le proposte della minoranza che spesso si fa portavoce di cittadini, di esigenze vere e trascurate, di problemi a volte gravi e urgenti. Le interrogazioni, nella proposta della maggioranza, potrebbero essere affrontate senza bisogno del numero legale durante i consigli ordinari. Tempi ridotti anche per le mozioni che verranno distribuite nei consigli ordinari nel numero massimo di 2 per serata.

E’ evidente l’idea che guida questo scenario: le opposizioni sono una trovata naif della democrazia, sulle quali bisogna passare sopra. PDL e Lega non tengono per nulla in considerazione l’assunto che il Consiglio Comunale possa talvolta avere una voce unica, che possa prendere delle decisioni in difformità rispetto all’orientamento dell’amministrazione. Niente, avanti supini rispetto alle decisioni della Giunta.

Inoltre il vincolo di due mozioni per serata avrebbe l’effetto perverso di assommare un numero sempre maggiore di mozioni arretrate che, protocollate a gennaio, verrebbero discusse in tempo per l’inverno successivo.

Non c’è dubbio poi che queste proposte siano un cambiamento riduttivo degli spazi già ridotti della minoranza e sono il segnale che la maggioranza, in grave difficoltà di numeri e di coesione, voglia difendersi nel modo più antico e usato da prepotenti: soffocare la voce del dissenso.

Le scelte bipartisan e riformiste di Pieri vengono così dimenticate e gettate via. Noi non ci stiamo per niente e condanniamo questa evidente regressione della politica cittadina.