GORGONZOLA – Animalisti manifestano contro il Mexican Circus. Il proprietario: “Non maltrattiamo i nostri animali”. FOTO GALLERY

Si sono sgolati per un’ora e mezza, davanti a quelli che hanno definito “assassini“, “fuori legge”, “sfruttatori di animali”, spesso e volentieri urlandogli contro epiteti di vario genere.

Il gruppo di cittadini animalisti aveva da giorni annunciato battaglia al Mexican Circus, compagnia itinerante arrivata da qualche giorno a Gorgonzola, dove sosterà per mettere in scena spettacoli circensi fino all’11 settembre.

La prima serata del gruppo di origine ferrarese, andata in scena qualche ora fa (venerdì 2 settembre) è stata salutata con urla e cori di insulto rivolte ai proprietari del circo per lo sfruttamento e il maltrattamento di animali, ma anche rivolte a tutti coloro che hanno comprato il biglietto.

In realtà, quella che si è insediata in via Emilia, a pochi metri dalle sedi di Polizia locale e Vigili del fuoco, è una piccola carovana. Lo spettacolo, come spiegato dal proprietario Paolo Codanti, annovera pochi animali: quattro cavalli avellinesi, tre caprette, due oche, due lama e un cornuto esemplare di bovino watussi africano. Ma ciò che da soprattutto fastidio al gruppo di animalisti che ha deciso di dare del filo da torcere a Codanti e compagnia è il fatto che Gorgonzola si fregi da quasi un ventennio del titolo di “Comune animalista“.

Tale titolo è attribuito da una delibera comunale datata 1993, approvato dall’allora Giunta di centrosinistra, che vieta la possibilità di ospitare sul territorio comunale spettacoli, circhi o fiere con esibizioni di animali. E infatti da quella data nessun Circo aveva più messo piede in città.

Il sindaco Walter Baldi, però, ha deciso di concedere comunque l’autorizzazione al Mexican, come richiesto ad aprile, ignorando il testo del regolamento, che recita “Su tutto il territorio comunale è vietata qualsiasi forma di mostra, spettacolo o intrattenimento, pubblico o privato, effettuato a scopo di lucro, che contempli in maniera totale o parziale l’utilizzo di animali appartenenti sia a specie domestiche che selvatiche“. Regolamento che è comunque in contrasto con la Legge nazionale, che al contrario tutela le compagnie circensi, permettendo l’utilizzo di animali durante gli spettacoli.

Ma per il gruppo di protestanti, non è certo il cavillo burocratico il problema, le cose non cambiano. Secondo la responsabile dell’Ufficio Diritti degli animali del Comune, ElisaCezza, infuriata per il fatto di non essere stata interpellata dal sindaco, si sarebbe ad esempio potuto optare per uno spettacolo senza animali, rispettando comunque lo spirito del regolamento e di chi l’ha voluto.

A scaldare gli animi, poi, le dichiarazioni fatte da Baldi al quotidiano Il Giorno Martesana: il primo cittadino, infatti, ha parlato di “polemica donchichottesca”, ricordando che “il regolamento può essere cambiato in qualsiasi momento”.

Ecco quindi che il popolo animalista ha scelto la linea dura, protestando a gran voce proprio davanti all’ingresso del circo, sotto gli occhi di numerose famiglie con bambini. Il gruppo tentava di convincere il pubblico giunto per assistere agli spettacoli a cambiare idea non comprando il biglietto, urlando che si trattava di uno “spettacolo diseducativo, che i bambini vengono educati alla violenza e alla sopraffazione”, urlando che “gli animali utilizzati nei circhi vengono frustati e maltrattati”, descrivendone i generi di tortura.

Fatti che Codanti, che ha seguito la protesta per tutto il tempo autorizzato dalla Questura, dalle 20 alle 21.30, ha categoricamente smentito: “Gli animali lavorano e viaggiano con noi. Secondo voi saremmo così stupidi da maltrattare degli animali che lavorano con noi, facendo uscire davanti al pbblico animali che subiscono violenze?”. Tanto più che, “un circo senza animali è inutile, fallisce – ha continuato – il pubblico e i bambini li vogliono!”.

A parte le urla e gli insulti, da una parte ma anche dall’altra, la manifestazione è stata pacifica. Qualche intervento delle forze dell’ordine si è reso necessario quando uno dei manifestanti ha tentato di entrare, sperando di passare inosservato, all’interno del tendone, scatenando le ira del proprietario. I carabinieri, però, hanno semplicemente dovuto chiedere, anche se a più riprese, di allontanarsi, come hanno dovuto più volte ripete al gruppo di abbassare la voce o moderare i toni, ma niente di più. La manifestazione non è nemmeno riuscita a scoraggiare il pubblico, a parte un gruppo di persone che non ha fatto il biglietto, anche se a detta dello staff del Mexican, “solo perché i biglietti erano esauriti”.

I manifestanti hanno annunciato che non demorderanno. Visto che Baldi, che loro speravano di veder comparire in serata, non si è visto, hanno annunciato che aspetteranno una risposta alle loro lettere di protesta. In base a quel che succederà, decideranno come agire.