CASSINA DE PECCHI – Caso Ambrosino, la dirigente del Comune ammette le sue colpe

Enrica Ambrosino ha ammesso le sue responsabilità. Questa mattina, lunedì 25 luglio, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice che ha spiccato il mandato per l’arresto, Simone Luerti, la donna ha sostanzialmente ammesso le sue colpe in merito ai reati che le sono contestati.

La 60enne, lo ricordiamo, si trova agli arresti domiciliari dal 20 luglio con l’accusa di peculato e falso in atto pubblico (leggi qui) per aver emesso falsi mandati di pagamento a carico del Comune di Cassina de Pecchi, sottraendo dalle casse pubbliche più di 20mila euro.

“La mia assistita si è messa a disposizione della Procura della Repubblica – ha spiegato l’avvocato della donna, Salvatore Mannino In realtà è un discorso che non si interrompe qui,  la Procura dovrà ora proseguire con le indagini e fare altre verifiche, forse fare altri interrogatori”.

La Ambrosino rimane quindi agli arresti domiciliari.

Come spiega l’avvocato, è comprensibilmente scossa per l’accaduto. Poiché i reati che le sono contestati sarebbero stati commessi a partire dalla fine del 2010, l’avvocato ha fatto notare che l’accaduto potrebbe essere in qualche modo legato all’improvvisa scomparsa del marito: Ignazio Modica, esponente storico del Partito socialista cassinese e più volte amministratore comunale, è infatti deceduto meno di un anno fa, nel novembre 2010, a causa di un arresto cardiaco. Circostanza che, come ha commentato Mannino, potrebbe aver condizionata la donna sotto il profilo psicologico e umano.

E.D.