COLOGNO MONZESE – Marcello Paparo assolto dall’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso

Marcello Paparo torna a casa. Il 46enne, processato dal Tribunale di Monza per associazione a delinquere di stampo mafioso e condannato a sei anni per altri reati (violenza privata, detenzione illegale di armi e lesioni aggravate), è stato infatti assolto dall’accusa di associazione.

No Banner to display

L’istruttoria dibattimentale non ha fornito prove esaustive, secondo i giudici, della esistenza di quella che è stata definita la ‘ndrina dei Paparo. Così, dopo due anni di carcere preventivo, Paparo è stato rimandato agli arresti domiciliari, come chiesto dai suoi legali.

Il 46enne di Cologno Monzese era stato arrestato nel marzo 2009, ritenuto dagli inquirenti il boss della ’ndrina dei Paparo di Isola di Capo Rizzuto, legata alle cosche calabresi dei Nicoscìa, Arena, Barbaro e Grillo-Perri, accusata di avere agito anche nell’hinterland milanese allo scopo di insinuarsi nei grossi appalti di facchinaggio nei supermercati e nei grossi subappalti in nero, di movimento terra nei cantieri del quadruplicamento della linea Milano-Venezia delle Ferrovie dello Stato con la P&P di Cernusco sul Naviglio.

Al processo i giudici avevano condannato Marcello Paparo a 6 anni di reclusione per detenzione illegale di armi, lesioni aggravate e violenza privata. Altre condanne erano piovute anche su fratelli, altri familiari e collaboratori.

Nelle motivazione della sentenza dei giorni scorsi, i giudici spiegano che: “L’istruttoria dibattimentale non ha fornito una prova esaustiva della esistenza della ‘ndrina dei Paparo, cioè di una consorteria che, sfruttando la fama di violenza e potenza sopraffattrice di cosche alleate e/o collegate ovvero compiendo atti di violenza e minaccia, ha conseguito appalti pubblici nel settore del movimento terra e privati nel settore della logistica e facchinaggio”.

La condanna di Marcello Paparo resta quindi per quanto concerne i reati di detenzione illegale di armi, lesioni aggravate e violenza privata, in continuazione con un’altra condanna per armi del 2005. Avendo già scontato due anni di carcere preventivo, i legali di Paparo hanno richiesto e ottenuto i domiciliari.