CASSANO D’ADDA – Arrestato l’ex Sindaco Edoardo Sala: tangenti per modificare il piano urbanistico

E’ stato arrestato qualche ora fa l’ex sindaco di Cassano d’Adda, Edoardo Sala. Con lui, sono stati portati in carcere l’ex consigliere comunale Paolo Casati e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Casati.

L’inchiesta riguarda un presunto giro di mazzette per ottenere alcune modifiche al piano urbanistico del Comune. Ai domiciliari, invece, sono finiti il commercialista Pierluigi Amati e l’architetto Michela Ugliola.

Secondo quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Milano Gaetano Brusa, Sala progettava di commettere i reati di cui è accusato prima ancora di diventare sindaco. Non solo: Sala avrebbe assunto la carica di Primo cittadino della città proprio allo scopo di commetterli.

Secondo l’accusa, agli arrestati sarebbero state pagate, o promesse, tangenti pari a oltre 1 milione di euro. In particolare, alla procura risulta la ricezione di una somma pari a 500mila euro da parte di Sala e Ugliola in cambio della promessa di modificare la destinazione di un terreno da area di interesse pubblico a residenziale.

Le accuse sarebbero quindi di concussione e corruzione, quest’ultima già da tempo contestata a Sala. Nello scorso dicembre, infatti, la Guardia di Finanza aveva effettuato alcune perquisizioni nel palazzo comunale e presso le abitazioni di alcuni amministratori locali e nelle sedi di alcune società. Dopo le perquisizioni, Sala, iscritto nel registro degli indagati, aveva rassegnato le dimissioni.

Oltre agli arresti, questa mattina sono state effettuate perquisizioni nei confronti di società e persone coinvolte nell’inchiesta: una decina le persone indagate.

Tra le informazioni raccolte ci sono anche alcune intercettazioni, in particolare una dell’imprenditroe Fausto Crippa. Dalla conversazione telefonica intercettata, avvenuta tra Crippa, la moglie e il commercialista Amati, secondo il Gip, “è palese che Amati ha avuto in precedenza un incontro con i referenti politici di Cassano e che si è recato dai coniugi Crippa per riferire l’esito dell’incontro. Infatti, riferisce l’ammontare del denaro richiesto per l’approvazione del piano regolatore, e le modalità di consegna“.

Durante la conversazione, Crippa afferma di non voler pagare in nero ma di essere disposto a cedere alcune quote di una sua società e commenta: “Qui si vogliono sistemare per tre generazioni”. Sempre nel corso di questa intercettazione ambientale il commercialista Amati afferma che “in trent’anni di attività gli era capitato di elargire somme nell’ordine dei 50mila/100mila euro ad operazione conclusa, ma mai una situazione del genere“.

E.D.