MARTESANA – Campagna contro disabili in azienda, non una bufala ma una battaglia mediatica per parlare di un problema vero. Presentati i dati di una campagna elaborata da CSeL e AGAM

Vi ricordate i manifesti contro i disabili in azienda? Ne abbiamo parlato qualche settimana fa su Fuori dal Comune, dopo le numerose segnalazioni dei cittadini (leggi qui l’articolo). E vi ricordate che vi avevamo rivelato che si trattava di una montatura? (qui il secondo articolo).

Ecco, ieri mattina,  in una conferenza stampa sono stati rivelati tutti i dettagli di una montatura creata ad arte per scioccare e per sensibilizzare su un problema grosso, ovvero l’inserimento dei diversamente abili nelle realtà aziendali.

Dietro l’iniziativa ci sono la cooperativa sociale CSeL, che ha commissionato la campagna, e Agam, agenzia di comunicazione che l’ha elaborata.

Non una bufala ma un artificio per aumentare la risonanza della notizia”, ha spiegato Gianluca Gibilaro responsabile della realizzazione di questa campagna che rientra in un progetto più ampio, chiamato Progetto 3D, Diffusione Diritti Disabili: si tratta di un’iniziativa realizzata con il contributo del piano Emergo della Provincia di Milano per sensibilizzare l’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie protette.

Un progetto che parte dal presupposto che il numero di aziende che assumono disabili è estremamente ridotto: in Lombardia, ad esempio, le aziende pagano cifre da capogiro perché non rispettano le leggi che prevedono l’inserimento dei diversamente abili (40 milioni circa all’anno).

Il progetto si articola in due macro fasi, la prima di sensibilizzazione attraverso tecniche di guerrilla marketing, mentre nella seconda si forniscono strumenti per incrementare gli incontri tra disabili e aziende.

Nella prima fase l’agenzia Agam per conto di CSeL ha usato la Tavola degli Imprenditori Meritocratici come un vero e proprio strumento di propaganda: “Abbiamo scelto un approccio provocatorio perché fa più scandalo, da più nell’occhio – ha raccontato Gibilaro – Per farlo il modo migliore ci è sembrato quello della comunicazione guerriglia, fatta di piccole mosse che destano enorme clamore, un tempo si usava solo nel marketing oggi è un modus operandi adottato anche nella comunicazione sociale”.

L’operazione oltre ad avere sollevato un vero e proprio polverone mediatico, a partire anche dal nostro giornale, ha dato la possibilità di registrare le diverse risposte del pubblico a questo tipo di messaggio.

Per dare qualche dato: il blog di Ernesto Cirano, prima persona ad aver segnalato la presenza di una campagna contro i disabili in azienda, dichiarandosi autore di una petizione contro queste persone (gli imprenditori meritocratici appunto), ha registrato 1500 visitatori unici e la petizione ha raccolto 85 firme in 3 giorni. Il blog degli imprenditori meritocratici ha registrato oltre 2500 visitatori unici e 40 siti hanno ripreso la notizia.

Molte delle risposte ricevute hanno dimostrato che nella realtà un’ipotetica tavola degli imprenditori meritocratici non sarebbe affatto vuota” ha commentato Roberto Codazzi, della CSeL. In in effetti le risposte che sono state mostrate durante la conferenza sono a tratti sconcertanti: su Facebook o via mail, molti hanno scritto pubblicamente o privatamente agli Imprenditori sostenendoli e condividendo i loro pensieri.

Per fare qualche esmpio: “Penso che sia diritto di ognuno di poter assumere (e quindi pagare) chi ne ha voglia”,Se ci sono tagli ai servizi sociali non possiamo essere sempre noi imprenditori a pagare, probabilmente è meglio che chi è più sfortunato possa stare a casa tranquillo senza dover mendicare un lavoro o pesare sul budget dell’azienda”, “Il disabile ha il diritto di lavorare solo se è completamente in grado di svolgere il suo lavoro.”

Un altro fattore interessante emerso dalla ricerca è che anche chi, e sono stati moti, si schierava contro gli Imprenditori Meritocratici, criticandoli duramente, lo faceva utilizzando parole fortemente impregnate di un pregiudizio latente, magari scrivendo: “Spero ti nasca un figlio disabile” o “spero diventiate voi disabili” utilizzando la parola disabile come un vero e proprio insulto e dandone così una connotazione di disgrazia, di punizione. Questo è probabilmente sintomatico del fatto che l’albero marcio degli Imprenditori Meritocratici ha radici profonde nell’intera società.

Nella seconda fase il progetto cerca incrementare direttamente l’avvicinamento delle aziende a questa realtà, tramite l’invio di materiale ad oltre 500 aziende del territorio, che partendo dalla campagna virale proporrà loro una riflessione sugli strumenti che Provincia e Comuni mettono a disposizione delle imprese.

A questo si affiancherà il progetto SituAbile, sempre patrocinato da Emergo, che prevede l’avvio, oggi stesso, di un sito web, www.situabile.org in cui verranno raccontate una serie di esperienze positive di integrazione lavorativa di disabili e di collaborazioni tra azienda e servizi per l’inserimento lavorativo.

Davide Marasco