PIOLTELLO – Il ruolo della legalità e della responsabilità sociale spiegati da Nando Dalla Chiesa

Grande partecipazione all’incontro che lunedì 28 febbraio si è svolto a Pioltello sul tema “Il piacere della legalità”, a cui è intervenuto, tra gli altri, Nando Dalla Chiesa. Nella sala consiliare di piazza Dei popoli, il Primo cittadino della città Antonello Concas ha introdotto l’incontro, sottolineando l’importanza e la centralità del ruolo della legalità.

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La forza della mafia sta fuori dalla mafia” ha commentato Dalla Chiesa, professore di Sociologia della Criminalità Organizzata presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano e presidente della Scuola di Formazione Politica “Antonino Caponneto”.

Il professore, definendo il concetto di legalità, ha ripercorso le fasi salienti della lotta alle mafie, partendo dalla “grande svolta” del 1996, quando entrò in vigore il disegno di legge che introduceva il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle cosche, per la quale si erano battuti, sacrificando la propria vita, Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa (padre di Nando).

RESPONSABILITA’ SOCIALE. “La responsabilità sociale, è un ariete capace di creare un varco nell’imponente muro di omertà imposto alla collettività dalle cosche mafiose”: Dalla Chiesa ha spiegato attraverso esempi concreti, come ognuno abbia il dovere di esercitare la propria responsabilità sociale, anche a costo di un sacrificio.

Le mafie possono essere sconfitte – ha continuato Dalla Chiesa – la famiglia dei Casalesi è stata presa tutta e ha anche cominciato a parlare, la loro maledizione è stato Roberto Saviano: dopo il boom del libro ecco che una delle più potenti famiglie della Camorra è diventato un problema dello Stato. Cosa innescò questo meccanismo? Il rischio preso da Saviano e il piccolo rischio preso da ogni acquirente del libro, appunto responsabilità sociale”.

Nando Dalla Chiesa ha evidenziato anche le forti mire della mafia verso il settore della sanità che “rappresenta un tesoro per le cosche, beni quantificabili nella raccolta di voti (tramite l’assoggettamento di un paziente al dottore, quindi la conseguente influenza sul voto) e nella protezione e ricovero di latitanti”.

LE MAFIE AL NORD.Bisogna finirla con questa “modalità dello spostare il tiro – ha spiegato il professore – la mafia c’è, è presente e ben radicata anche al Nord, tutti devono esserne consapevoli, occorre aprire gli occhi e smetterla con la frase fatta: “la mafia sta altrove”.

La mafia è anche al Nord, soltanto inserita e mimetizzata nel tessuto economico, tanto da venir definita, “mafia invisibile” ha aggiunto Jole Garuti, direttrice di Saveria Antiochia OMICRON Onlus, Centro Studi sulla Criminalità organizzata al Nord. “La legalità è un piacere se la legalità è democratica”, continua Garuti, spiegando che soltanto l’8 febbraio 2011 è stata approvata, per la regione Lombardia, la Legge su Educazione e Legalità, quando in Sicilia, lo stesso progetto fu approvato nel 1980.

Stefano De Lollis