MARTESANA – Ha mosso i suoi primi passi in Martesana quello che è stato definito “l’astro nascente della musica hip-hop”

Definito “la nuova promessa dell’hip hop del Paese” dal più importante portale rap italiano Hano.it, decine di migliaia di visualizzazioni dei suoi video su Youtube, collaborazioni con i più grandi artisti italiani del genere e un gruppo affiatato alle spalle: si chiama Maicol Cusimano, ma per tutti è Scacko, ha 20 anni, e bazzica tra la Martesana e la Brianza. In molti lo conoscono o l’hanno sentito suonare, perché è proprio nei locali della Martesana che ha iniziato a fare musica, un po’ per gioco…

L’abbiamo incontrato pochi giorni dopo l’uscita del suo nuovo video “Resto qua” insieme a un altro membro del suo gruppo i DTK, Antonio Carrotta, in arte Gemini, e al suo manager, Raffaele Luceri, musicista da una vita. Una coppola storta copre un capello corto, quasi militare e la barba incolta evidenzia i lineamenti di un viso più maturo degli anni che realmente ha, Scacko scherza con i suoi due compagni, e dopo avermi mostrato il suo nuovo video mi racconta come tutto è cominciato.

Frequentavo locali dove molti reppavano, mi sono subito appassionato al genere, ho cominciato a scrivere e a cantare quando avevo 14 anni, all’inizio è cominciato tutto come un gioco, poi è diventato sempre più serio.

Come sei riuscito a pagarti le spese per le registrazioni e per i video?

All’inizio è stata dura, nella musica non ti puoi mai fermare, devi continuare a scrivere e a cantare, per pagarmi le prime spese ho dovuto cambiare nove lavori diversi, poi ho trovato chi ha creduto in me e mi ha dato una mano.

A chi ti sei ispirato o ti ispiri per la tua musica?

Non ho un cantante di riferimento, ho cercato di metterci molto di personale, di cerarmi il mio stile sia musicalmente sia come testi, il panorama italiano è vasto e molto diversificato, Club Dogo, Fabri Fibra? Esatto, loro sono stati dei geni, Fibra ha usato l’autoironia per prevenire ogni possibile contestazione, e i Dogo hanno portato il rap criminale in Italia, adesso però bisogna diversificarsi, se no si rischia di cadere nella brutta copia di qualcosa che esiste già. Io nelle mie canzoni non punto sul parlare del ghetto quanto piuttosto nel raccontare me stesso. Per quanto riguarda la musica sono convinto che anche in questo campo ogni autore debba avere la sua firma, la sua particolarità, il mio punto forte sono i passaggi veloci all’inizio delle mie canzoni, cioè? Dire più parole possibili in un brave spazio di tempo, quasi nessuno lo fa all’inizio dei testi.

Tra le tue canzoni c’è “A voi”, una canzone che hai dedicato ai militari, come è nata?

Diventare un militare era un mio sogno, stavo facendo i test di ammissione, quando è arrivata la terribile notizia dei caduti italiani in missione, ho percepito il clima di amarezza nelle caserma in cui stavo, il volto e le parole di tutti erano profondamente ferite da quello che era successo, quella canzone, come altre, è nata di getto, sull’onda di quello che sentivo intorno a me. Poi un produttore mi ha proposto di aiutarmi con le spese per la mia musica, ho rinunciato ad un sogno per un altro.

Come è cambiato il mercato musicale con internet?

Il fatto che internet abbia messo il mondo della discografia in crisi è ormai ben più che un dato di fatto, va detto che portali come youtube danno grande visibilità e sono una grande opportunità per artisti emergenti come me, il numero di viste è il miglior curriculum possibile. Arrivare oggi è più facile che ieri, rimanere sulla cresta è tutt’altra storia.

Cosa ci dici di questa nuova canzone “Resto Qua”?

Con “My life” volevo farmi vedere, mostrare di cosa ero capace, con Resto qua voglio confermarmi, voglio dimostrare che di qui non me ne vado.

E per il futuro?

Ad aprile esce il mio primo cd di presentazione, con le tracce più importanti, il fatto che un sito come Hano mi abbia presentato così bene mi incoraggia molto, ho anche preso i contatti con artisti di grosso calibro come Mondo Marcio, con cui abbiamo in programma una collaborazione nel prossimo futuro. Non è un lavoro facile come molti credono, è fatto di sacrifici e tentativi a vuoto, rinunce, per poterlo fare bisogna crederci veramente.