MARTESANA – “Disabili in azienda, no grazie!”: affissi manifesti a sostegno della campagna diffamatoria lanciata sul Web. “Non c’è spazio per chi non produce!”

La redazione di Fuori dal Comune riceve da giorni segnalazioni in merito a un manifesto che sta circolando in Martesana. In realtà, le prima segnalazioni le abbiamo avute da un cittadino di Cinisello Balsamo, Ernesto Cirano, che ci ha inviato la prima mail per segnalarci il problema. Da allora ne sono seguite molte altre.

Un gruppo di imprenditori che si definiscono “meritocratici” (ma non rivelano il loro vero nome), sta portando avanti una campagna contro i disabili in azienda. Il gruppo ha anche un blog, su cui spiegano che hanno fondato quella che definiscono “la tavola della meritocrazia”.

Disabili  in azienda? No grazie, non c’è spazio per chi non produce”, si legge a caratteri cubitali non appena si accede al blog. E ancora: “Le aziende sono fatte per produrre, per garantire lavoro ai propri dipendenti, per dare stipendio a chi se lo merita. Sembra però che tutte le amministrazioni, dal governo alle regioni, dalla provincia ai comuni, ci abbiano scambiato per una succursale dei servizi sociali. Con la scusa degli obblighi di legge hanno riempito le aziende di persone che non rendono come le altre”.

Ecco dunque spiegato, secondo questo gruppo, il motivo dell tavola della meritocrazioa: “Per portare alla luce un problema reale che interessa molti imprenditori come noi”. “Non siamo mostri – aggiungono – siamo solo onesti professionisti che lottano per la sopravvivenza. E’ giunto il momento di infrangere ogni tabù buonista, per una reale meritocrazia, per la produttività e l’efficienza, per la passione e la professionalità che ci distingue”.

Ecco, infine, come si conclude il testo: “Noi imprenditori non siamo né mostri né martiri, ma paladini della meritocrazia e della produttività, costretti a dire: disabili in azienda, no grazie!” .

Esiste anche un gruppo su Facebook, che conta solo 214 iscritti. Si tratta di un gruppo chiuso, per accedervi bisogna mandare la richiesta, forse perché i presunti meritocratici temono di permettere l’accesso a qualcuno che potrebbe prenderli a male parole.

Sul blog e sulla pagina del social network, raccontano le loro storie e quelle di altri, che condividono cattive esperienze sul luogo di lavoro a causa dei disabili. Ma soprattutto invitano gli amici a scaricare il volantino e appenderlo nei luoghi di lavoro.

UN FALSO INFORMATICO? FORSE… MA QUALCUNO CI CREDE. Noi di Fuori dal Comune vi invitiamo, invece, a strappare qualsiasi volantino di questo tipo doveste vedere in giro. Vi segnaliamo, inoltre, un articolo pubblicato su Superabile.it in cui si spiega che potrebbe trattarsi di un “falso” informatico: il gruppo anti-disabili in azienda sarebbe un “troll”, per usare il gergo di internet e delle comunità virtuali, un esempio di gruppo creato ad arte da persone particolarmente capaci di nascondere le proprie tracce informatiche per proporre messaggi provocatori, fomentando gli animi, con lo scopo di osservare le reazioni, di far parlare di sé, di trovare spazio e ascolto nel grande spazio di internet.

Che sia uno scherzo o no, quel che è certo è che qualcuno ha stampato i volantini e gli affissi per la Martesana e non solo, il che fa supporre che ci sia qualcuno che ci crede e appoggia la causa. Tanto che nei Comuni della Martesana volantini contro i disabili sono stati visti pressoché ovunque, a Cernusco, Pioltello e Cologno soprattutto. A Cernusco, in particolare, di pessimo gusto è stata l’affissione di un manifesto davanti al Centro Diurno Disabili.

LA CONTROFFENSIVA. Quello che vogliamo segnalarvi, infine, è l’iniziativa di Ernesto Cirano, cittadino di Cinisello che sta portando avanti una battaglia contro questi soggetti. Ernesto è un blogger free-lance che ha creato una petizione per invitare i cosiddetti imprenditori meritocratici a uscire allo scoperto per un confronto. La petizione è on line (si può firmare cliccando a questo link http://www.lacongiuradeipoeti.it/blog/petizione/). Trovate informazioni anche sulla relativa pagina Facebook.

Eleonora D’Errico