LISCATE – Pena di morte: secondo il dossier “Commercio letale” un’azienda con sede in paese potrebbe diventare il principale fornitore di Pentotal degli Stati Uniti per le iniezioni letali

Nelle ultime ore, una ditta Liscatese ha fatto parlare di sé in tutto il mondo. Purtroppo non per meriti o prestigi, ma per una questione delicata che riguarda la pena di morte negli Stati Uniti: la ditta, infatti, è accusata di essere la principale fornitrice mondiale di Pentotal, il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati Usa in cui è ancora in auge la pena di morte.

LE ACCUSE. Questa mattina, giovedì 1 dicembre, le associazioni “Nessuno tocchi Caino” e “Repreive” hanno presentato a Roma il dossier “Commercio letale” in una conferenza stampa i cui dati sono rimbalzati in tutti i media nazionali e internazionali.

I fatti riportati sono i seguenti: dopo l’esecuzione in Arizona di Jeffrey Landrigan, avvenuta il 25 ottobre scorso con il farmaco letale importato dal Regno Unito, l’ong inglese Reprieve ha portato avanti con successo un’azione legale volta a evitare che il Pentotal britannico venisse nuovamente esportato per l’esecuzione di altri detenuti americani. Così, il 28 novembre scorso, il governo inglese ha imposto un controllo all’esportazione del Sodio Tiopentale (il Pentolal appunto).

Dopo la decisione del Governo britannico, la Hospira Spa, casa farmaceutica con sede a Liscate (MI) è stata incaricata dalla casa madre americana, con base a Lake Forrest in Illinois, di produrre il Sodium Thiopental da destinare ai penitenziari americani, diventando la fonte più importante, se non l’unica, del Pentotal per l’iniezione letale.

Sarebbe paradossale che proprio l’Italia – si legge nel comunicato stampa di Nessuno Tocchi Caino e Repreive – mentre è impegnata all’ONU per la Moratoria universale delle esecuzioni capitali, si rendesse complice della pena di morte negli Stati Uniti dove la carenza di veleno per l’iniezione letale sta determinando una moratoria di fatto delle esecuzioni”.

IL PENTOTAL. Il Sodio Tiopentale (o Pentotal) è il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati USA: nei protocolli con tre farmaci costituisce il primo passaggio, mentre nei nuovi protocolli basati su un unico farmaco è proprio quello previsto.

Nella seconda metà del 2010, a causa della mancanza degli ingredienti base del farmaco, la Hospira Inc., che ha sede in Illinois ed è l’unica casa farmaceutica a produrre il Pentotal negli Stati Uniti, ha annunciato che non sarebbe stata in grado di tornare a distribuirlo prima di gennaio-marzo 2011. Alcuni Stati sono stati così costretti a sospendere o a rinviare le esecuzioni per la mancanza assoluta di Pentotal o per l’imminente data di scadenza del farmaco.

La penuria di Pentotal su tutto il territorio nazionale ha indotto molti Stati americani ad approvvigionarsi all’estero.

IL PENTOTAL E L’INGHILTERRA. Dopo l’esecuzione in Arizona con il farmaco letale importato dal Regno Unito, Reprieve ha intrapreso un’azione legale volta a evitare che il Pentotal britannico sia nuovamente esportato per l’esecuzione di altri detenuti americani, tra cui Ralph Baze in Kentucky e Edmund Zagorski, la cui esecuzione è stata programmata in Tennessee per l’11 gennaio 2011.

Le azioni portate avanti hanno così fatto in modo che il governo britannico abbia imposto un maggiore controllo all’esporto di Pentotal.

IL PENTOTAL E L’ITALIA. Dopo la decisione del Governo britannico, la Hospira è diventata la fonte più importante del farmaco. Il 16 novembre 2010, Reprieve ha reso noto che la Hospira Spa, una sussidiaria della multinazionale americana con base a Liscate, in provincia di Milano, era stata incaricata di produrre il Pentotal e che, a partire da gennaio 2011, avrebbe iniziato a esportare la sostanza negli Usa.

IL PENTOTAL E LISCATE. Un comunicato della società con sede a Liscate sottolinea che “il Pentothal è prodotto per migliorare la salute dei pazienti e salvare vite umane”.

Dall’azienda fanno sapere inoltre che Hospira ha scritto ripetutamente nel corso degli anni ad ogni dipartimento dell’amministrazione penitenziaria americana per chiarire che non supporta l’uso di Pentothal nelle procedure di pena capitale.Il Pentothal – ribadiscono – è prodotto per migliorare la salute dei pazienti e salvare vite umane. L’utilizzo di prodotti farmaceutici nella pena capitale è chiaramente contrario all’uso indicato nel foglietto illustrativo dei medicinali”.

Tali dichiarazioni, però, non convincono Reprieve e Nessuno tocchi Caino. “Se i vertici della Hospira Spa di Liscate avessero la consapevolezza che il farmaco inviato/da inviare negli Stati Uniti venga utilizzato per uccidere delle persone, indipendentemente dal fatto che negli Stati Uniti a cagionare la morte sarebbe lo Stato, dovrebbero rispondere del reato di concorso in omicidio, anche nella forma soggettiva del dolo eventuale”, ha scritto il Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia nel suo esposto alla Procura della Repubblica di Milano, predisposto dall’avvocato Giuseppe Rossodivita del Partito Radicale.

LA DIFESA DELLA DITTA LISCATESE.Hospira è pronta al dialogo con le autorità competenti sul Pentothal”, dicono dalla ditta con sede a Liscate, in via Fosse Ardeatine.

Hospira è disponibile ad un confronto con le autorità competenti che possa garantire un utilizzo del Pentothal (sodio thiopentale) sicuro ed efficace – si legge nel comunicato – Hospira sta valutando se vi sono soluzioni pratiche per assicurare che il farmaco possa essere utilizzato solo nelle procedure mediche autorizzate. Le critiche che hanno coinvolto il farmaco nell’ultimo periodo sono tenute nella giusta considerazione”.

E ancora: “Hospira è contraria all’uso del Pentothal nella pena di morte. Hospira ha scritto ripetutamente nel corso degli anni ad ogni dipartimento dell’amministrazione penitenziaria americana per chiarire che non supporta l’uso di Pentothal nelle procedure di pena capitale. Il Pentothal è prodotto per migliorare la salute dei pazienti e salvare vite umane. L’utilizzo di prodotti farmaceutici nella pena capitale è chiaramente contrario all’uso indicato nel foglietto illustrativo dei medicinali“.

A proposito del farmaco, poi, nel comunicato si legge: “Il Pentothalè un farmaco che Hospira produce da oltre 70 anni, è un anestetico necessario e di sicuro valore, di uso consolidato presso la classe medica nelle pratiche chirurgiche e in altri impieghi terapeutici. Di fatto si trova elencato tra i farmaci cosiddetti “essenziali” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nei soli Stati Uniti, circa 3.400 ospedali e case di cura hanno acquistato da Hospira questo farmaco salvavita negli ultimi anni. Il medicinale è di largo impiego anche in Europa ed in Italia, dove attualmente circa 600 ospedali e altre strutture medico-sanitarie utilizzano Pentothal e che quotidianamente ci chiedono quando sarà nuovamente disponibile a beneficio di medici e pazienti. Stiamo cercando di riportare nuovamente il farmaco sul mercato nel più breve tempo possibile e valutiamo che possa essere in produzione nell’arco del primo trimestre 2011″.

“NESSUNO TOCCHI CAINO” CONTRO HOSPIRIA. Secondo Nessuno tocchi Caino la difesa di Hospira è ipocrita e per molti versi falsa, come dimostrerebbe una serie di dati e di documenti divulgati durante la conferenza stampa di giovedì mattina.

Secondo fonti interne all’azienda, l’idea iniziale era terminare la produzione del farmaco, ma le pressioni delle autorità carcerarie americane, preoccupate per eventuali ritardi nelle esecuzioni, hanno fatto cambiare idea ad Hospira.

Dopo un audit andato male, la decisione quindi di spostare (causa impianti obsoleti, carenza del principio attivo e per questioni di economia aziendale) l’intera produzione di Thiopental Sodium in Italia, a Liscate.

Le giustificazioni portate dall’azienda, che inquadra il barbiturico “solo nella fase di preparazione del condannato”, inoltre, non convincono. Nessuno tocchi Caino, infatti, sostiene che il farmaco ha un ruolo importante nel compimento della “morte pulita”:  già due Stati (Washington e Ohio) hanno modificato i protocolli, utilizzando un nuovo metodo per uccidere il condannato, costituito da un’unica potente iniezione di Pentotal.

Esistono inoltre alcuni carteggi tra l’ufficio del Governatore del Kentucky, Steve Beshear, e la Hospira di Lake Forest, nel quale si evidenzia che “la disponibilità di Pentotal è cruciale per numerosi casi pendenti dal marzo 2010”.

Altra questione è poi il fatto che l’Hospira è l’unica azienda che ha l’autorizzazione ufficiale della FDA a fabbricare e vendere il Sodio Tiopentale sul territorio americano.

LE AZIONI ITALIANE. Sul caso Hospiria è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, da parte del presidente dei Verdi Angelo Bonelli, il 16 novembre 2010, “al fine di impedire che il farmaco Sodium Thiopental sia utilizzato e che quindi provochi la morte in violazione della Costituzione e dei trattati internazionali e valutare con urgenza se esistono le condizioni del sequestro preventivo del farmaco”.

Anche la Deputata Radicale e Tesoriera di Nessuno tocchi Caino Elisabetta Zamparutti ha presentato il 25 novembre scorso una mozione al Parlamento italiano che impegna il Governo “ad assumere ogni iniziativa di competenza volta a garantire che, nel pieno rispetto delle leggi interne e delle norme europee che vietano di cooperare in qualsiasi modo alla pratica della pena capitale, della tortura o di altri trattamenti crudeli e inumani, la produzione e la vendita all’estero di Sodio Tiopentale da parte dell’azienda farmaceutica Hospira con sede a Liscate siano autorizzate esclusivamente per scopi medici, a tal fine prevedendo che nella licenza a produrre, sull’etichetta del farmaco e nei contratti di compravendita sia chiaramente specificato che l’utilizzo del prodotto non è consentito per la pratica dell’iniezione letale”.

ALCUNE NORME EUROPEE E ITALIANE. Ci sono una serie di norme, nazionali e internazionale, che vietano all’Italia di esportare prodotti che potrebbero essere utilizzati nella pratica della pena di morte.

A livello europeo, la EU Council Regulation 1236/2005 contiene il principio secondo cui gli Stati Membri dell’Unione Europea dovrebbero imporre controlli sulle esportazioni che potrebbero essere usate nella pratica della pena di morte.

A livello nazionale, poi, esiste un vincolo costituzionale, che può essere ritrovato in alcune sentenze della Corte Costituzionale. Ecco, ad esempio, uno stralcio della sentenza n. 54 del 1979: il concorso, da parte dello Stato italiano, all’esecuzione di pene che in nessuna ipotesi, e per nessun tipo di reati, potrebbero essere inflitte in Italia nel tempo di pace è di per sé lesivo della Costituzione.