BERNAREGGIO – Aveva applicato un dispositivo per clonare i dati Bancomat dei clienti della Banca di Credito Cooperativo di Carugate: bulgaro in manette. I carabinieri: “Maggiori precauzioni nel digitare il PIN”

Avrebbe potuto clonare decine di Bancomat, ma è stato smascherato dai carabinieri della Stazione di Bernareggio, in seguito alla segnalazione del direttore dell’agenzia di Bernareggio della Banca di Credito Cooperativo di Carugate. Grazie a tutto ciò si è potuto evitare il peggio. I militari, dopo la segnalazione arrivata ieri mattina (mercoledì 1 dicembre), hanno potuto effettuatare un servizio in abito civile per tutta la giornata e la notte, attendendo chi avrebbe dovuto recuperare il dispositivo che stava di fatto memorizzando i dati di tutte le tessere Bancomat, registrando, con una micro telecamera, i codici PIN digitati dai vari clienti.

Così, nella notte a cavallo tra mercoledì 1 e giovedì 2 dicembre, poco dopo le 5, i carabinieri nascosti all’interno della banca hanno bloccato e arrestato un bulgaro 31enne, senza fissa dimora, che sosteneva di essere un tecnico informatico, recuperando  anche l’apparato contenente tutti i dati degli utenti, ignari dello scampato pericolo.

Per fortuna nessun bancomat é stato materialmente clonato: i carabinieri infatti hanno potuto verificare che i dati non sono stati trasmessi dal dispositivo (ome capita a volte), ma solo memorizzati.

I CARABINIERI RACCOMANDANO DI METTERE IN ATTO LE DOVUTE PRECAUZIONI. Nonostante presso tutti gli sportelli automatici di tutti gli istituti di credito vi siano idonee raccomandazioni che invitano i clienti a digitare il codice segreto nel modo più riservato possibile al riparo da sguardi indiscreti, tutte le immagini registrate dimostrano come invece  i clienti abbiano premuto i tasti numerati in modo molto “evidente”. A tal proposito si precisa che adottare alcune elementari precauzioni è fondamentale: oltre a non avere persone alle spalle o troppo vicine é utile coprire la mano e la tastiera con qualsiasi mezzo durante la digitalizzazione del PIN, magari appoggiando sul dorso della mano il portafoglio od un guanto, tanto da rendere indecifrabile il codice da un eventuale telecamera.

Tutto questo serve a non consentire la clonazione che, per essere completata, necessita sia dei dati identificativi della tessera, acquisiti fraudolentemente con i dispositivi magnetici applicati dove si inserisce il bancomat, sia del PIN, non rilevabile in nessun altro modo se non “vedendolo” digitare.