MARTESANA SCUOLA
ABBANDONO SCOLASTICO E FENOMENO DEI “NEET”

I dati Istat sulla dispersione scolastica danno una percentuale di oltre il 18% di studenti lombardi che abbandonano la scuola superiore prima di averla finita (dati 2010). Numeri che ci danno una panoramica sconfortante.

 

MARCO, MARTA E FRANCESCO. STORIE DI ORDINARIA DISPERSIONE

Marco ha 16 anni. Ripete per la seconda volta la prima classe di un istituto tecnico. Dopo qualche mese realizza che quella scuola non fa per lui e decide di ritirarsi. Ha molte idee per la testa e vuole cercare una scuola che gli insegni un mestiere. Purtroppo per lui, nessun istituto che gli interessa riesce ad accogliere la sua richiesta.

Marta ha 15 anni compiuti da poco. L’anno scorso è stata rimandata a settembre e non ha passato gli esami. Dopo quell’insuccesso ha deciso che non ne avrebbe più voluto sapere di quell’istituto che l’ha respinta. Inizia a fare domande a varie scuole ma la risposta è stata sempre la stessa: “Siamo al completo, ti mettiamo in lista d’attesa, qualcuno a metà anno si ritira sempre”. Si trova così, ancora in obbligo scolastico, obbligata a stare a casa.

Francesco ha 17 anni. La sua scuola gli ha dato una dispensa che gli permette di frequentare eccezionalmente  per la terza volta la seconda superiore. Arriva ad aprile e decide di lasciare perché vuole andare a lavorare. Magari all’estero, dice. Attualmente è disoccupato e non è iscritto a nessun corso.

Purtroppo le storie di Marco, Marta e Francesco sono molto simili a quelle di tanti altri ragazzi.

 

QUALI PROGETTI ?
Negli anni si è parlato molto di progetti e misure attuative per arginare la dispersione scolastica, ma il problema è reale, attuale e rischia di diventare una macchia d’olio. Da oramai diverso tempo si parla del fenomeno NEET, un acronimo inglese che indica quei giovani sotto i vent’anni che non studiano, non lavorano e non partecipano a nessun tipo di apprendistato o tirocinio.

Tra le misure adottate c’è sicuramente la Dote Unica Lavoro della Regione Lombardia, di cui abbiamo trattato nel nostro giornale tempo fa. Ma al di là di questo articolato programma (per il quale sono stati stanziati 48 milioni di Euro) l’allarme rimane.

Tocca a tutte quelle realtà che lavorano a contatto con i giovani saper intercettare fenomeni di dispersione, segnalando il problema e portando all’attenzione questo fenomeno.

 

Articolo di: Fabio Regis