SEGRATE – Paolo Micheli di Segrate Nostra sarà al fianco di Ambrosoli: “Voglio mettere un argine di ferro al consumo di terreno agricolo”

paolo micheli segrateSciolte definitivamente le riserve per il sindaco di Cernusco Eugenio Comincini, che nelle scorse settimane ha deciso di non candidarsi al pirellone, ci ha pensato il segratese Paolo Micheli, di Segrate Nostra, a scendere in campo per il Consiglio Regionale al fianco di Umberto Ambrosoli, candidato per il centrosinistra.

Proprio “l’impegno civico e la “faccia pulita di Ambrosoli” sono stati la spinta che ha portato il capogruppo di Segrate Nostra alla decisione di candidarsi, ma anche – dice Micheli dal suo blog – “la voglia di rinnovamento etico e morale che i lombardi chiedono dopo la serie infinita di arresti e di avvisi di garanzia piombati su amministratori e funzionari regionali”

Viabilità e consumo del territorio i suoi cavalli di battaglia, alcuni tra i problemi regionali più sentiti dai cittadini e che con l’avvio di importanti opere saranno sicuramente al centro del dibattito elettorale.

La Regione è un grande cantiere – sostiene Micheli – e a Segrate c’è uno dei nodi più complicati. L’entrata in funzione della Brebemi è prevista entro la fine di quest’anno e il Comune di Segrate su questo (lo ha detto un assessore in un momento di sincera autocritica) “ha dormito un pochino“. Risultato: rondò della Rivoltana, bretellina di S.Felice, passaggio in Tregarezzo, viabilità speciale da Lambrate alla ex dogana e da questa a Pioltello sono tutte le voci di una assenza di programmazione, di insufficiente capacità o interesse nel tutelare il territorio, la vivibilità, la salute dei segratesi. Il nostro sindaco ha detto di essere uscito dal PDL anche per protestare contro l’indifferenza del suo partito a livello regionale. Io voglio andare in Regione per fare in modo che i problemi di Segrate, per quel che riguardano le competenze regionali, vengano affrontati e risolti nel miglior modo.

Dall’ultimo censimento agricolo è emerso che la superficie agricola lombarda è ormai scesa al di sotto della simbolica soglia di un milione di ettari, per la precisione a quota 984.000 ettari con una media di consumo di suolo agricolo che è arrivata a 12 ettari al giorno. I gridi di allarme ormai si sprecano e la stessa Regione lo scorso anno ha bocciato il Piano Territoriale della Provincia di Monza Brianza perché non poneva limiti al consumo di suolo agricolo.

E’ chiarissimo Micheli sul suo impegno in Regione Lombardia: “Voglio andare in Regione per fare in modo che al consumo di terreno agricolo venga posto un argine ferreo e che l’edilizia venga indirizzata al miglior uso delle aree urbanizzate dismesse o meglio utilizzabili.